Giocattoli di carnevale 2026 falsi e pericolosi per la salute, sequestrato mezzo milione di gadget a Napoli

Segnalate o denunciate 50 persone dalla Guardia di Finanza. Sequestrato oltre mezzo milione di prodotti di Carnevale pericolosi.
A cura di Pierluigi Frattasi
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L’operazione della Guardia di Finanza di Napoli sul Carnevale
L’operazione della Guardia di Finanza di Napoli sul Carnevale

Giocattoli, stelle filanti, coriandoli di Carnevale falsi e pericolosi per la salute. Maxi sequestro della Guardia di Finanza che in tutta la provincia di Napoli ha scoperto circa mezzo milione di gadget contraffatti e potenzialmente nocivi per i bimbi. L'operazione dei militari è scattata nell’ambito di un piano straordinario di controlli volti a contrastare la vendita di prodotti potenzialmente pericolosi per la salute in vista del Carnevale. Oltre 500 mila articoli non sicuri, privi di etichettatura conforme e, in alcuni casi, contraffatti.

Segnalate o denunciate 50 persone dalla Guardia di Finanza

Le Fiamme Gialle hanno segnalato 35 persone alla locale Camera di Commercio per violazioni al Codice del Consumo, ai fini dell’irrogazione delle previste sanzioni amministrative, per un massimo di 30mila euro. Altre 19 persone sono state denunciate alla magistratura, a vario titolo, per i reati di contraffazione, frode in commercio e ricettazione. Tra i prodotti sequestrati figurano, in particolare, maschere, cravatte, guanti, palline, decorazioni, stelle filanti, brillantini, addobbi, gadget per la festività e mazze in plastica, nonché parrucche e prodotti per la cura della persona.

Le zone dei controlli nel Napoletano

La merce, destinata in larga parte ai bambini, è stata individuata presso esercizi commerciali e magazzini a Napoli (tra i quartieri Chiaiano, Pianura, Fuorigrotta e Vomero, San Pietro a Patierno, Poggioreale e Zona industriale e ancora San Lorenzo, Vicaria, San Ferdinando e Mercato), nella zona nord della Provincia (comuni di Caivano e Casoria), est (Giugliano in Campania, Quarto e Qualiano), occidentale (Palma Campania, Nola e Sant’Anastasia) e oplontina (Torre del Greco, Castellammare di Stabia, Gragnano, Sorrento e Vico Equense). La merce sequestrata, qualora immessa sul mercato, avrebbe potuto generare profitti illeciti per decine di migliaia di euro, mettendo a rischio la salute dei consumatori, per l’eventuale presenza di materiale nocivo. I provvedimenti in rassegna sono misure eseguite in fase di indagini, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e i destinatari sono presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

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