Traffico in tilt questa mattina a Napoli, da Fuorigrotta al Lungomare, a causa della concomitanza del maltempo, con una bomba d'acqua e grandine che si è abbattuta sulla città, e della chiusura della Galleria Vittoria, inaccessibile alle auto dal crollo del 23 settembre scorso. In diverse zone della città si segnalano anche temporanei blackout. Il Comune di Napoli ha annunciato che “la Galleria Vittoria riaprirà entro il 21 marzo 2021, mentre in estate ci sarà il rifacimento delle facciate esterne”. A dettare i tempi della riapertura della Galleria, chiusa dopo il crollo dello scorso 23 settembre, è l'assessore alla viabilità del Comune di Napoli, Alessandra Clemente, che ha dato l'annuncio della riapertura nel corso della commissione Infrastrutture, presieduta da Nino Simeone. Questa settimana sarà inviato il progetto per la messa in sicurezza e il ripristino alla Procura di Napoli, che ha sequestrato la Galleria, mentre per i lavori occorreranno circa 3 mesi.

Slittano di tre mesi i tempi di riapertura

Slittano di tre mesi, quindi, i tempi di riapertura, rispetto a quelli inizialmente preventivati dal Comune. Tempi necessari per completare i rilievi e mettere a bando il progetto, ma che dipenderanno molto anche dalle decisioni della Procura di Napoli. “Per quanto riguarda la messa in sicurezza della parte interna della Galleria – ha spiegato l'assessore Alessandra Clemente – i tecnici comunali hanno redatto il progetto per gli interventi da realizzare che, insieme a una relazione finale in via di completamento, verranno a breve inviati alla Procura della Repubblica per consentire il dissequestro temporaneo dell'area e l'avvio dei lavori. Allo stato attuale, ha concluso l'assessora, si stima di iniziare i lavori entro la fine del 2020 per completarli entro la fine dell'inverno, ma saranno naturalmente le decisioni della Procura sul dissequestro a definire il giusto quadro temporale. Nell'estate 2021 si provvederà al rifacimento delle sole facciate esterne”.

"Lavori in tre mesi"

“I lavori del 2015 – ha spiegato l'ingegnere Edoardo Fusco, responsabile del servizio Strade – riguardavano alcune tessere dei pannelli e non il sistema di supporto. Per quanto riguarda le infiltrazioni, è opportuno distinguerne due tipologie: quelle di lieve entità, non eliminabili e considerate ‘endemiche' che devono essere convogliate lungo i lati della Galleria dal sistema di copertura dei pannelli sul quale si interverrà. Quelle di maggiore entità, per le quali, in collaborazione con ABC, si sta lavorando per individuarne l'origine all'interno del sistema idrico e fognario soprastante la Galleria. Per quanto riguarda i tempi, il progetto sarà inviato alla Procura entro questa settimana, mentre i lavori dureranno, se non dovessero sorgere ulteriori complicazioni in corso d'opera, orientativamente 60-90 giorni. Infine, per quanto riguarda la facciata, i lavori, di competenza dell'Ufficio Unesco, saranno svolti senza intralciare il regolare flusso veicolare della Galleria. L'intervento progettato, garantirà la migliore tenuta dei pannelli, che sono parte integrante del sistema di collettamento delle acque”.

Il presidente Nino Simeone ha chiesto rassicurazioni all'amministrazione sulle misure da adottare a breve termine in previsione del maggior traffico veicolare connesso al miglioramento della situazione epidemiologica. Critico il consigliere comunale Matteo Brambilla (M5S) che censura “la mancanza di un cronoprogramma certo, in riferimento sia all'invio del progetto alla Procura per il dissequestro, sia alla realizzazione dei lavori, sembra che anche in questa occasione si intervenga sugli effetti i pannelli della copertura piuttosto che sulle cause le infiltrazioni, come già avvenuto per le manutenzioni svolte nel 2015. Resta anche da chiarire se i lavori alla facciata previsti per l'estate saranno svolti permettendo il traffico veicolare in Galleria e quale sarà il nuovo assetto della mobilità dell'area dopo la riapertura”. Mentre Roberta Giova (La Città) ha sollevato "dubbi rispetto alle attività di monitoraggio svolte in occasione degli interventi del 2015. Difficile capire come le indagini e le analisi svolte allora non
abbiano permesso di prevedere gli attuali problemi ai pannelli di copertura. Inoltre, appare necessario valutare esattamente, prima della realizzazione di qualsiasi progetto, lo stato delle infiltrazioni, altrimenti si rischierà a breve una nuova chiusura della Galleria".