Non si sbilancia su una eventuale candidatura a sindaco di Napoli, ma si dice pronto "qualora ci sarà un vero movimento a chiedermelo". Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale della Campania rieletto lo scorso settembre nella lista Europa Verde-Demos Democrazia Solidale, collegata al governatore Vincenzo De Luca nella coalizione di centrosinistra, aveva ottenuto oltre 15mila voti, triplicando il risultato di cinque anni prima. Intervistato nella redazione napoletana di Fanpage.it, Francesco Emilio Borrelli ha dunque spiegato che "ad oggi vedo solo auto-candidature o pseudo-candidature al Comune di Napoli". E alla domanda se abbia pensato di scendere campo lui stesso, chiosa: "Sarei disponibile a questo passo solo se è la gente a chiedermelo e a candidarsi con me".

Borrelli è particolarmente conosciuto per le sue attività di denuncia sui social: tantissime le segnalazioni, le foto e i video sulla sua pagina Facebook con i quali accende una luce su tematiche popolari a Napoli. Dalla piaga dei parcheggiatori abusivi a quelle della criminalità: nell'ultimo periodo, tante anche le denunce su chi viola il lockdown, con assembramenti nelle zone della movida. Un modo di fare politica che, spesso, gli ha procurato anche problemi: come a fine agosto scorso, poco prima delle elezioni regionali, quando venne picchiato davanti all'ospedale San Giovanni Bosco. Il tutto, come sempre, "documentato" con il cellulare.

"I cittadini hanno la necessità di vedere il politico come il primo a dare l'esempio", ha spiegato nell'intervista rilasciata a Fanpage.it, "io mi meraviglio che altri politici non abbiano seguito il mio modus operandi sui social, che è vero sia faticoso, ma dal punto di vista elettorale è molto redditizio". Non lo è, invece, dal punto di vista personale, come spiegato dallo stesso Borrelli: "Oltre ad avermi aggredito più volte, negli ultimi due anni mi hanno rotto sei cellulari in tutti i modi possibili e immaginabili: uno me lo hanno rotto anche addosso". E sul prossimo sindaco di Napoli, chiunque esso sia, aggiunge: "Dovrà spalare fango, dovrà mettersi davvero lo zaino sulle spalle e lavorare come fossero anche loro dipendenti comunali a tutti gli effetti, perché la situazione è di un degrado sociale, economico e morale che davvero c'è da ricostruire daccapo, come dopo la Seconda Guerra Mondiale".