Femminicidio Martina Carbonaro, i genitori oggi al Riesame: chiesta revoca del braccialetto elettronico
Si è tenuta oggi l'udienza davanti al Tribunale del Riesame sul provvedimento che ha imposto il divieto di avvicinamento, con applicazione del braccialetto elettronico, ai genitori di Martina Carbonaro, la giovane vittima di femminicidio ad Afragola. La misura Per Marcello Carbonaro e Fiorenza Cossentino era scattata a seguito di alcuni episodi ritenuti minacciosi nei confronti dei familiari dell'assassino reo confesso, il 19enne Alessio Tucci. "Ci sentiamo come se fossimo stati uccisi due volte", spiega la madre di Martina Carbonaro, "prima ci hanno portato via nostra figlia e ora ci ritroviamo anche accusati".
"È stato uno sfogo, quello di un padre che ha perso una figlia. Non ha minacciato nessuno", ha ribadito Fiorenza Cossentino, nel difendere il marito e augurandosi che quanto prima vengano rimossi i braccialetti elettronici. Per l‘avvocato Sergio Pisani, che difende i genitori della ragazza, le frasi contestate vanno ricondotte al particolare "stato emotivo" dei due, più che dalla volontà di rivolgere minacce vere e proprie ai familiari di Alessio Tucci. Sulla madre di Martina Carbonaro, l'avvocato ha anche spiegato che "non ha avuto alcun ruolo attivo negli episodi contestati. Al contrario, dalle testimonianze raccolte emerge che ha cercato di tranquillizzare il marito e di interrompere i momenti di maggiore tensione". Ma non è servito a convincere i giudici. Ora la difesa ha chiesto al Tribunale del Riesame di rivalutare i presupposti del divieto di avvicinamento e del braccialetto elettronico applicati ai genitori della 14enne. Prosegue intanto il processo ad Alessio Tucci, reo confesso del femminicidio avvenuto il 26 maggio del 2025 ad Afragola, nel Napoletano.