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Femminicidio di Martina Carbonaro

Braccialetto elettronico ai genitori di Martina Carbonaro: divieto di avvicinamento alla famiglia di Alessio Tucci

Il gip di Napoli ha disposto per Marcello Carbonaro ed Enza Cossentino il divieto di avvicinamento ai familiari di Alessio Tucci, il giovane che, nel maggio 2025, uccise la figlia, Martina, di 14 anni: sono entrambi accusati di minacce.
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A cura di Nico Falco
I genitori di Martina Carbonaro ai funerali della figlia
I genitori di Martina Carbonaro ai funerali della figlia
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Marcello Carbonaro ed Enza Cossentino dovranno tenersi a distanza dall'abitazione di Alessio Tucci, il giovane che ha ucciso a colpi di pietra la loro figlia, Martina, a cui era stato legato da una relazione: lo ha disposto il giudice per le indagini preliminari di Napoli Nord Stefania Amodeo, che ha applicato per entrambi il braccialetto elettronico. I genitori della 14enne sono accusati di minacce nei confronti della famiglia Tucci; a loro vengono contestati due episodi, il primo risale al 5 aprile 2026 e il secondo al 9 maggio. Il loro avvocato, Sergio Pisani, ha annunciato che si appellerà al Riesame: per il legale il provvedimento non interviene su una minaccia reale, che non ci sarebbe, ma su parole dette come sfogo da persone disperate.

La ragazzina era stata uccisa nel maggio 2025 ad Afragola, in provincia di Napoli. Di Martina Carbonaro si erano perse le tracce nella serata di lunedì 26 maggio. Il corpo era stato ritrovato due giorni dopo, nella notte del 28 maggio, nella ex casa del custode dello stadio Moccia, attualmente disabitata. Tucci, che nelle ore precedenti aveva anche partecipato alle ricerche, aveva finito col confessare dopo il ritrovamento del corpo: era andato in quella struttura con Martina con un pretesto e, quando lei aveva ulteriormente chiarito di non voler riallacciare la relazione con lui, l'aveva colpita alla testa con una pietra; poi aveva cercato di nascondere il corpo con dei vecchi mobili e materiali di risulta che erano accatastati nella stanza.

Il divieto di avvicinamento è stato disposto oggi, 5 agosto. Nella richiesta gli inquirenti, oltre ai due episodi, richiamano anche quello che è successo il 19 maggio scorso, in occasione della prima udienza del processo che vede imputato Alessio Tucci: in quella circostanza ci furono minacce reciproche tra le due famiglie, anche all'interno dell'aula del Nuovo Palazzo di Giustizia di Napoli.

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