Si è risvegliato il vulcano Sakurajima, in Giappone: nessun danno nella città giapponese di Kagoshima alla quale fa da "sfondo" per le cartoline. Tanta paura, ma nessun danno: solo una forte pioggia di cenere sulla città, e situazione costantemente sotto controllo da parte delle autorità nipponiche. Ma la notizia dell'eruzione è rapidamente "rimbalzata" anche a Napoli. Il motivo? Kagoshima è, da oltre cinquant'anni, considerata la "sorella gemella" giapponese di Napoli, proprio grazie alla presenza del Sakurajima che, somigliando in fisionomia e paesaggio al Vesuvio, ha reso le due città un autentico "specchio" l'una dell'altra.

Le due città si conoscono bene: già nel dopoguerra, la somiglianza tra il golfo di Kagoshima con il Sakurajima a fare da sfondo e Napoli con il suo Vesuvio, era ben nota. E così nel 1960 venne deciso di istituire ufficialmente un gemellaggio: era il 3 maggio 1960, quando le due amministrazioni italiana e giapponese misero in piedi lo scambio culturale che, ancora oggi, è più forte che mai. Anche nelle rispettive città vi sono degli omaggi proprio per ricordare questo gemellaggio: a Kagoshima esiste un enorme viale alberato a tre corsie per senso di marcia, nei pressi della nuova stazione dei treni, che si chiama appunto Napori dōri. E diversi tram sono dedicati proprio al capoluogo partenopeo, portandone il nome. A Napoli invece esistono una via Kagoshima al Vomero ed un Largo Kagoshima al Centro Direzionale (che fu progettato proprio da un architetto giapponese, Kenzō Tange). La stessa ambasciata del Giappone in Italia, in tempi recenti, ha voluto "ricordare" questo gemellaggio, sovrapponendo l'immagine di Kagoshima con quella di Napoli e mostrando l'incredibile "perfezione d'incastro" dei due vulcani, quasi come fossero due metà di un'unica mela.