Se fossimo andati al voto un anno fa staremmo parlando di Matteo Salvini come del nuovo San Gennaro (il Santo Patrono perdoni il paragone). Invece oggi, 21 settembre, a urne chiuse, possiamo dire che alle Regionali in Campania la Lega c'è ma non ce la fa. Va in moto, ma non ingrana la seconda marcia. Salvini è venuto in Campania tantissime volte e forse si aspettava qualcosa in più dai suoi qui. Probabilmente ha scontato anche la presenza di un commissario regionale, Nicola Molteni, che nulla sa della Campania, essendo di Cantù.

Paragoni con precedenti tornate elettorali non se se possono fare, poiché il Carroccio all'ombra del Vesuvio non ha mai messo piede alle competizioni regionali. Oggi che il simbolo era chiaro, messo nero su bianco sulla enorme scheda elettorale, collegato a Stefano Caldoro che a Salvini non è piaciuto fin dall'inizio, possiamo dire che non è "buona prima", anzi, è piuttosto un esordio loffio.

Certo, nel centrodestra Forza Italia è in caduta totale, certo, a destra Fratelli d'Italia è radicata tra gli ex Movimento Sociale, gli ex Alleanza Nazionale e i fuoriusciti di Casapound a Napoli. Ma Salvini puntava ad un elettorato che ipotizzava di poter attirare da "uomo forte", decisionista, da leader e uomo del fare.

E invece questa possibilità, questa disgraziata distorsione italiana del ruolo del capo, scambiato per un condottiero inappellabile è stata incarnata in Campania dal »più leghista del centrosinistra» (la definizione è di un suo ex compagno del Pci), ovvero da quel Vincenzo De Luca  che fin da subito durante la campagna elettorale ha capito che soltanto contro Salvini avrebbe dovuto ingaggiare battaglia e rispondere colpo su colpo. E infatti l'ha insultato e definito in ogni modo. Tanto per ricordarne qualcuno: "venditore di cocco", "portaseccia", "squinternato e sfaccendato", "profugo afghano".

Dobbiamo capire ora cosa accadrà: alla luce dei risultati elettorali in Campania Salvini vorrà dire la sua anche sulla scelta del candidato a sindaco di Napoli nel 2021? Dovrà fare  i conti con Fratelli d'Italia rinvigorita  e ringalluzzita. Ma anche coi tanti trombati partenopei alle Regionali  che ora punteranno sulla prossima tornata.