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“Due città”, un brano per celebrare il gemellaggio tra Napoli e Baku

Il brano scritto da due napoletani, Giuseppe Caniglia e Giuseppe Gambi, per celebrare il gemellaggio in vigore dal 1972 tra le due città.
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Un brano scritto da due napoletani sarà l'inno del gemellaggio tra Napoli e Baku, in vigore dal 1972: "Due Città", scritto da Giuseppe Caniglia, presidente dell'Associazione Napoli-Baku, e dal tenore internazionale Giuseppe Gambi. Una canzone che, spiegano gli autori, rappresenta un vero e proprio inno al dialogo tra culture, alla cooperazione internazionale e alla fratellanza tra i popoli.

"Con questo brano vogliamo lanciare un messaggio di fratellanza e cooperazione internazionale che parte da Napoli per raggiungere Baku nel segno della cultura come linguaggio universale", ha spiegato Giuseppe Caniglia, "Un modello che oggi più che mai dovrebbe essere seguito da altre citta' e da altri popoli per contribuire a vivere in pace". Gli fa eco anche Giuseppe Gambi, che spiega come "la musica possiede una forza straordinaria: quella di superare ogni barriera geografica, linguistica e culturale", spiegando che "celebra questa capacita' attraverso il bel canto e attraverso valori che appartengono a tutta l'umanità". Il brano sarà presentato nei prossimi giorni alle istituzioni e ai rispettivi ambasciatori d'Italia e d'Azerbaigian, per poi esordire ufficialmente.

Il gemellaggio nato nel 1972

Il gemellaggio ufficiale tra le due città nacque nel 1972, quando Gerardo De Michele, allora sindaco di Napoli, firmò con il suo collega azero Aydin Mammadov, responsabile del Soviet di Baku, il patto che ad ottobre compirà 54 anni. Gemellaggio che oggi viene tenuto vivo anche dall'associazione "Napoli-Baku". Ma riferimenti storici particolarmente curiosi non mancano: basti pensare che, in epoca antica, l'Impero Romano arrivò fino a Baku guidato da due generali alla guida delle proprie legioni e che uno di questi era Quinto Marcio Turbone, che fino a poco prima era stato praefectus classis Misenis, ovvero il "generalissimo" della flotta romana ancorata nel porto di Miseno, alle porte dell'antica Neapolis. Proprio a Baku si trova anche un'antica iscrizione romana, la più orientale mai trovata, lasciata da un centurione su una roccia, che sancisce ancora oggi il punto più ad est mai raggiunto dalle legioni romane.

Oggi, viste dal satellite, la somiglianza tra le due città appare impressionante: Napoli e Baku infatti "condividono" di fatto una baia ed un Lungomare praticamente simili per forma, e se si guarda la città azera dalla collina (che sorge dove a Napoli c'è quella di Posillipo), sembra di osservare la medesima città, salvo l'assenza del Vesuvio in sottofondo. Anche Baku, inoltre, ha tre isole di fronte la sua baia, così come Napoli ha Ischia, Procida e Capri.

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