Dopo i jammer al carcere di Secondigliano, disagi per i residenti: “Bloccati anche i nostri telefonini”
"Telefonini senza linea e malfunzionamenti per gli antifurti delle auto". Dopo l'installazione dei jammer al carcere di Secondigliano la settimana scorsa per schermare le telefonate illegali dei detenuti – progetto fondamentale per la sicurezza – i residenti delle strade circostanti, però, hanno iniziato a segnalare disagi e interruzioni di rete. Nella zona di via Attilio Micheluzzi, via Andrea Pazienza e via Hugo Pratt, scrivono, "si stanno avendo problemi con le linee dei telefoni mobili di tutte le compagnie telefoniche, lasciando isolate le persone che non hanno rete fissa". La vicenda è stata segnalata con una pec anche al consigliere regionale Salvatore Flocco, presidente della commissione Protezione Civile: "Se il cellulare non funziona a tanti utenti – dice Flocco – è possibile che ci sia un problema. L'installazione dei jammer in carcere è una iniziativa positiva per la sicurezza, ma va accertata la causa di questi malfunzionamenti per i cittadini che abitano nelle zone circostanti e nel caso risolta".
I jammer installati per bloccare le chiamate illegali
Il collegamento con i jammer non è accertato, ma i disservizi sulla rete telefonica, documentati in alcuni video registrati dagli utenti, sarebbero partiti proprio dopo l'installazione di questi dispositivi. Il carcere di Secondigliano è stato il primo in Italia ad avviare il progetto pilota, disposto dal ministero della Giustizia per bloccare le chiamate illegali da parte dei detenuti dall'interno dell'istituto di pena. Spesso i video registrati all'interno delle carceri finivano poi addirittura sui social. Nei primi giorni di attività sono state schermate oltre 24mila telefonate abusive.
I residenti di Secondigliano: "Malfunzionamenti per smartphone e antifurti"
Ma negli ultimi giorni, gli abitanti delle palazzine circostanti il carcere segnalano disagi anche per le abitazioni private. "I telefonini sembrano morti – affermano i residenti – non c'è campo. Siamo isolati". In una lettera firmata da Nunzio Marigliano, a nome del comitato di quartiere e inviata al consiglio regionale, si legge: "Si stanno verificando gravissime interferenze che scaturiscono nei seguenti problemi per la comunità. Si riscontrano continue e prolungate interruzioni delle linee di telefonia mobile per tutte le compagnie telefoniche. Tale disservizio lascia completamente isolate moltissime famiglie e persone che non dispongono di una linea di rete fissa. Negli ultimi giorni si stanno verificando malfunzionamenti anche sui sistemi antifurto satellitari dei veicoli, lasciando i cittadini esposti a un elevato rischio di furti d'auto. Si registrano malfunzionamenti e frequenti blocchi di macchinari sanitari salvavita domiciliari a causa delle forti interferenze elettroniche".
"Sono stato contattato in questi giorni da numerosi residenti del territorio – spiega Flocco – che mi hanno segnalato problemi legati alla rete di telefonia mobile e, in alcuni casi, il malfunzionamento di sistemi collegati alla rete, compresi dispositivi di allarme e servizi che possono avere una funzione importante per la sicurezza delle persone. Mi sono state inviate anche diverse testimonianze e video da parte di cittadini e, in particolare, da una rete di residenti costituitasi in forma associativa sul territorio, che ha voluto rappresentarmi concretamente le difficoltà riscontrate. Parto però da un punto fermo: l'utilizzo dei jammer all'interno degli istituti penitenziari è uno strumento che considero sacrosanto quando serve a impedire l'utilizzo illecito dei telefoni cellulari e a contrastare traffici e comunicazioni criminali all'interno delle carceri. Condivido pienamente la linea di contrasto alla criminalità e, in particolare, l'impostazione del procuratore Nicola Gratteri e le iniziative che vanno nella direzione di rendere le carceri luoghi nei quali chi sta scontando una pena non possa continuare a gestire attività criminali attraverso strumenti di comunicazione illegali".
Ma, aggiunge, "è necessario intervenire per verificare tecnicamente il problema e trovare una soluzione. Non si tratta di mettere in discussione i jammer, né tantomeno di indebolire l'azione di contrasto alla criminalità. Al contrario: si tratta di renderla più precisa ed efficace, facendo in modo che la schermatura colpisca ciò che deve colpire e non finisca per coinvolgere indiscriminatamente chi vive e lavora all'esterno dell'istituto penitenziario. Per questo ritengo necessario che le autorità competenti, insieme ai gestori delle reti e agli organismi tecnici preposti, effettuino tutte le verifiche necessarie per individuare eventuali interferenze e adottare gli eventuali correttivi".