Jammer in carcere, a Secondigliano i tecnici del ministero misurano le onde per capire se bloccano pure i cellulari dei residenti
A Secondigliano arrivano i tecnici del ministero a misurare le onde radio. I residenti dicono che dopo l'installazione dei jammer nel carcere per schermare le chiamate illegali dei detenuti, anche i telefonini di chi vive nelle palazzine circostanti sono spenti. Dopo la segnalazione, negli scorsi giorni sono arrivati gli ispettori di Agcom, l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, e del Mimit, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy con dei macchinari specifici. Si tratterebbe di analizzatori di spettro portatili. Gli operatori li starebbero usando per controllare quali frequenze radio sono presenti nell’aria e con quale intensità.
Il caso era stato sollevato negli scorsi giorni dai comitati di quartiere, come riportato da Fanpage.it, che avevano scritto diverse lettere alle istituzioni segnalando i disagi e chiedendo controlli. Sulla "questione Jammer carcere di Secondigliano – scrive Nunzio Marigliano, del comitato di quartiere – dopo le pec ufficiali verso le ore 12.00 sono arrivati i tecnici del Ministero delle Imprese e del Made in Italy con uno strumento di frequenza portatile. Hanno rilevato la problematica e faranno una relazione per segnalare la problematica reale. Tra tutte le pec inviate, gli unici che hanno risposto con l'acquisizione al protocollo sono Agcom e Mimit. La collaborazione tra cittadinanza, imprenditoria e istituzioni sta dando i suoi frutti per una giusta causa".
L'installazione dei jammer al carcere di Secondigliano è avvenuta la settimana scorsa per schermare le telefonate illegali dei detenuti. Un progetto pilota partito proprio da Napoli, meritorio e fondamentale per la sicurezza. Molti di quei video, peraltro, finivano poi su TikTok. Subito dopo, però, gli abitanti delle strade avevano segnalato disagi per i telefonini e gli antifurti nella zona di via Attilio Micheluzzi, via Andrea Pazienza e via Hugo Pratt. Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale Salvatore Flocco, presidente della commissione Protezione Civile, che si è impegnato per trovare una soluzione. Il collegamento con i jammer, al momento, non è accertato, ma i disservizi sulla rete telefonica, documentati in alcuni video registrati dagli utenti, sarebbero partiti proprio dopo l'installazione di questi dispositivi. Da qui, l'invio dei tecnici ministeriali per misurare le onde e capire se effettivamente ci siano connessioni e nel caso ricalibrare il perimetro dell'area interdetta.
