Agguato davanti al carcere di Secondigliano: indagini sulle frequentazioni di Alessandro Uccello
Lo avrebbero raggiunto in due, in sella a una moto, e avrebbero sparato verso il torace e la testa, con chiara intenzione di uccidere. Dinamica da agguato di camorra, ma movente e contesto ancora tutti da chiarire, per la morte di Alessandro Uccello, ammazzato ieri sera, 20 ottobre, in via Roma Verso Scampia; detenuto in regime di semilibertà, l'uomo stava facendo rientro nel carcere di Secondigliano, che si trova ad appena una cinquantina di metri dal luogo dell'omicidio.
L'agguato è avvenuto intorno alle 21.30, in un'area che viene ritenuta roccaforte del clan degli Scissionisti. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, ma l'uomo è deceduto poco dopo. Sull'accaduto indagano i carabinieri, si vaglia la possibilità che elementi utili possano arrivare dall'analisi delle registrazioni della videosorveglianza della zona.
Uccello, 57 anni, stava scontando una pena definitiva per un omicidio risalente all'aprile 2016, vittima il 25enne Enrico Pezzella. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti all'epoca, e successivamente confermato in sede di giudizio, Uccello si era reso responsabile, insieme al cognato, di un litigio sfociato nel sangue in via Falcone, a Marano (Napoli); tutto era nato dall'ennesima lite legata al fidanzamento tra il 25enne e la nipote di Uccello, relazione che veniva osteggiata dalla famiglia della ragazza. Pezzella fu raggiunto da un proiettile alla testa, esploso da una pistola regolarmente detenuta, secondo la versione di Uccello partito per errore.
Il delitto risalente a dieci anni fa, però, potrebbe non essere legato all'agguato di ieri sera. È possibile, infatti, che il movente sia da ricercare in situazioni decisamente più recenti. Il focus delle indagini è sulle frequentazioni attuali del 57enne che, secondo alcune indiscrezioni trapelate dagli ambienti investigativi, sarebbe stato vittima di un pestaggio di recente.