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Diventa mamma a 49 anni nonostante un mioma di 9 centimetri nell’utero: il parto ad Avellino

Diventa neo-mamma a 49 anni alla Clinica Malzoni di Avellino, nonostante un mioma di 9 centimetri.
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Diventa mamma a 49 anni nonostante un mioma di 9 centimetri nell'utero e un'attesa di oltre 6 anni per la sperata gravidanza. I due genitori, 49 anni lei, 51 il marito, hanno dato alla luce una bimba alla Clinica Malzoni di Avellino, grazie all'assistenza dell'equipe medica del dottor Raffaele Petta. Per portare a termine la gravidanza sono stati necessari numerosi approfondimenti diagnostici. S seguito di diverse isteroscopie veniva evidenziata una grave endometrite ed una cavità uterina regolare nonostante la presenza di un voluminoso mioma di circa 9 centimetri di diametro. La neo-mamma ha voluto ringraziare lo staff della clinica: “Voglio esprimere la mia gratitudine a tutto il personale del Malzoni Research Hospital ed al dottor Raffaele Petta – ha detto – che hanno contribuito alla realizzazione di questo sogno”.

Una gravidanza ad alto rischio, insomma, sia per l’età materna che per la presenza del mioma che poteva comportare aumentato rischio di abortività e di parto prematuro. La gravidanza è stata seguita dal dottor Raffaele Petta con controlli clinici ecografici, flussimetrici, cardiotocografici ravvicinati. La paziente è stata ricoverata presso il Reparto di Ostetricia diretto dalla dottoressa Annamaria Malzoni  del “Malzoni Research Hospital” di Avellino. Il 10 luglio fu eseguito l’intervento di taglio cesareo dall’equipe chirurgica  guidata dal professor Carmine Malzoni. Alle ore 17,24 è nata la piccola con un peso di 2,530 chilogrammi, affidata al dottor Angelo Izzo, Responsabile della Terapia Intensiva Neonatale del “ Malzoni Research Hospital”. Dopo la nascita della bimba il professor Carmine Malzoni  ha eseguito anche la asportazione del voluminoso mioma di 9 centimetri.

“Eseguiamo sempre, dove possibile – spiega il professor Carmine Malzoni – l’asportazione di eventuali miomi durante l’intervento di taglio cesareo, evitando alla paziente un intervento successivo di miomectomia. Su questo siamo in controtendenza rispetto a quanto effettuato da molte altre strutture che differiscono ad un secondo tempo l’intervento di miomectomia”.

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