Vincenzo De Luca al termine di una delle settimane più pesanti da quando è presidente della Regione Campania affida i suoi pensieri al giornale più contestato dai cittadini della Campania, quel "Libero" che attraverso gli editoriali del suo fondatore, Vittorio Feltri, è riuscito ad accomunare napoletani di destra e sinistra. Ad intervistarlo è il direttore del giornale lombardo, Pietro Senaldi. De Luca venerdì scorso ha duramente attaccato il governo Conte, dicendo che «dovrebbe andare a casa»: musica per le orecchie di Libero, la cui posizione è proprio quella lì.

L'ex sindaco di Salerno nega ogni difficoltà politica: «Se rivotiamo domani anziché il 70, prendo l'80% dei consensi. Nessuno confonda i propri desideri con la realtà. Oggi è in difficoltà chi ha partecipato a una campagna di sciacallaggio politico e mediatico contro la Campania, e contro l'unico presidente che aveva detto la verità due mesi fa, e che ha attuato in anticipo misure che oggi prendono tutti». Quando si parla della gestione del Covid in Campania non ha alcun cedimento rispetto alla realtà rappresentata più volte anche nei monologhi a mezzo social del venerdì: «La situazione reale negli ospedali campani è di buona tenuta, in un quadro di generale pesantezza.  C'è un affollamento come in tutta Italia, nei pronto soccorso. E c'è una grande carenza soprattutto di anestesisti: è questa la nostra criticità vera».

In realtà la Campania, come testimoniato dai dati Agenas (l'agenzia diretta proprio dal suo fedelissimo collaboratore Enrico Coscioni) è al 49% delle occupazioni dei reparti ospedalieri ordinari. Sulle terapie intensive le aziende sanitarie hanno proposto e stanno proponendo ai medici anestesisti-rianimatori contratti in scadenza dopo  6 mesi.

Poi l'intervista di De Luca a Libero procede con gli attacchi al governo («Quando io chiudevo le scuole, la ministra Azzolina e il premier mi hanno attaccato, per poi fare un mese dopo quello che avevamo fatto già in Campania. Abbiamo avuto un calvario di ordinanze e di decreti che hanno creato una situazione caotica»; «Un grave errore dividere l'Italia a zone»). E ancora su Luigi De Magistris con cui appare inconciliabile ogni ripresa del dialogo:  «C'è qualche amministratore che non ha avuto né coraggio né la dignità di condannare chi promuove la guerriglia e dimostrare solidarietà con la polizia… è il più grande disastro amministrativo di Italia» e infine contro Luigi Di Maio ma anche contro la destra di Matteo Salvini e di Giorgia Meloni: «La tragedia dell'Italia è che abbiamo un opposizione imbarazzante, quasi più di alcuni ministri 5 Stelle,  opposizione che si è distinta per demagogia e irresponsabilità persa nella cultura del tweettismo. In condizioni diverse si sarebbe già dovuto dare vita a un governo di unità nazionale impegnando alcuni ministri di qualità che ci sono e personalità indipendenti».

Non è finita qui: stasera alle ore 20.30 a Che Tempo Che Fa di Fabio Fazio tra gli ospiti è annunciato proprio Vincenzo De Luca che evidentemente fornisce tra le altre cose un buon impatto in termini di audience Auditel e di visibilità. De Luca però sarà in collegamento fra più fuochi. Alla trasmissione partecipa anche Roberto Saviano, che venerdì è stato definito «camorrologo che ha fatto i milioni», il commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 Domenico Arcuri, più volte bersagliato dal governatore e Sigfrido Ranucci di Report, trasmissione giornalistica d'inchiesta che più volte si è occupata del caso Campania.