Dalle indagini sull’omicidio del poliziotto Campanello emerge il giro di usura del clan Mariano: 3 arresti

Avatar autore
A cura di Nico Falco
Immagine
Il sovrintendente Pasquale Campanello, ucciso nel 1993
In manette padre, madre e figlia, accusati di avere prestato soldi con tassi usurari intimidendo le vittime con l’appartenenza al gruppo di camorra dei Quartieri Spagnoli.

Gli investigatori stavano indagando sull'agguato a Pasquale Campanello, sovrintendente della Polizia Penitenziaria ucciso davanti a casa sua, ma gli elementi raccolti hanno portato a scoprire anche altro: un giro di usura che sarebbe stato gestito da padre, madre e figlia, che avrebbero intimidito le vittime evocando l'appartenenza al clan Mariano dei Quartieri Spagnoli.

L'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata eseguita dal Servizio Centrale Operativo (Sco) e dalla Sisco (Sezione Investigativa del Servizio Centrale Operativo) della Polizia di Stato, e dal Nucleo Investigativo Centrale (Nic) della Polizia Penitenziaria. Destinatari sono Carmine Petrillo, detto ‘a Pesella, la moglie Amelia Rosiello e la figlia Adele Petrillo; i tre sono gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione per delinquere, usura ed estorsione, delitti aggravati dal metodo mafioso.

Secondo quanto ricostruito, i tre avrebbero prestato somme di denaro a persone in difficoltà economiche applicando tassi di interesse usurari e, per ottenere la restituzione, avrebbero anche fatto ricorso a violenza e minacce nei confronti di una vittima e dei suoi parenti stretti. Nel corso delle perquisizioni sono stati trovati orologi di lusso e ingenti somme di denaro.

L'indagine che ha portato alla scoperta del giro di usura si colloca in quella sulla morte di Pasquale Campanello, sovrintendente della Polizia Penitenziaria, ucciso a 32 anni con numerosi colpi di pistola davanti alla sua abitazione, a Torrette di Mercogliano, l'8 aprile 1993. Un cold case, di recente riaperto in seguito all'acquisizione di nuovi elementi. Secondo l'ipotesi investigativa, Campanello, che ricopriva il ruolo di responsabile nei settori di alta sicurezza del carcere di Poggioreale, a Napoli, sarebbe stato ammazzato da un gruppo di appartenenti alla criminalità organizzata che avrebbero ritenuto di avere subito dei "torti" da parte degli agenti coordinati dal sovrintendente. Per quell'omicidio è indagato Carmine Petrillo, mentre sono stati sospettati anche i vertici del clan Mariano dell'epoca, ovvero i fratelli Ciro e Marco Mariano.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views