La camorra dei boss bambini a Pianura: a capo del clan il “figlio d’arte” e il narcos
Uno è Mattia Perfetto, 24 anni ma con un curriculum criminale già ben definito. E, soprattutto, una parentela importante: è il figlio di Vitale Perfetto, alias "Pietto ‘e acciaio", personaggio di spessore del clan Marfella-Pesce, di recente condannato all'ergastolo. L'altro, invece, pure lui pregiudicato, forse all'inizio manco ci sarebbe voluto finire in queste dinamiche di camorra: Mario Fiscarelli, detto Mellone, "in campo" ci è tornato dopo essere finito per motivi personali nel mirino del gruppo Santagata, che in più di una occasione avrebbe sparato contro la sua abitazione. Sarebbero questi i due a capo del clan che, negli ultimi tempi, avrebbe preso il controllo del quartiere Pianura, periferia Ovest di Napoli.
Il blitz della Polizia di Stato è scattato ieri mattina, 4 novembre: 28 arresti, arrivati al termine di indagini che hanno documentato non solo l'operatività del gruppo criminale, ma anche la capillarità con cui si erano radicati nel quartiere e le condotte violente con cui tenevano i negozianti sotto scacco e a freno gli altri gruppi rivali. La figura chiave dell'inchiesta è proprio Mattia Perfetto, punto di riferimento del clan che avrebbe diretto e organizzato tutte le attività. Base logistica vicino alla sua abitazione, al civico 352 di via Torricelli, trasformata in un bunker dove si spacciava ogni tipo di droga senza soluzione di continuità, con pusher che si alternavano con turni di otto ore.
Mario Fiscarelli sarebbe stato il braccio destro del 24enne. Anche lui vecchia conoscenza delle forze dell'ordine, che però in passato lo descrivevano come legato al sistema droga, con forti contatti col Rione Traiano, e non legato ad un singolo gruppo criminale. Fiscarelli sarebbe entrato in contrasto con la banda Santagata, quella che si era formata quando gli arresti avevano smantellato il clan Marsicano-Esposito e aveva cercato di prendere il controllo del quartiere. E si sarebbe avvicinato a Perfetto, che all'epoca avrebbe già cercato di riguadagnare terreno, allora spalleggiato dai Carillo. Il ragionamento sarebbe stato quello tipico di certi contesti: "il nemico del mio nemico è mio amico".
Accanto a Perfetto, però, secondo l'indagine della Procura (aggiunto Sergio Amato, affidata alla Squadra Mobile di Mario Grassia), Fiscarelli, classe 1982, avrebbe assunto il ruolo di luogotenente e fatto da portavoce del baby-boss, impartendo gli ordini alle piazze di spaccio, che erano obbligate a rifornirsi dal clan o a versare il 50% dei guadagni, e all'ala militare del clan, quella incaricata delle "stese".
Dopo la scarcerazione di Mattia Perfetto, il gruppo avrebbe preso il sopravvento sui clan Lago ed Esposito, che nel 2024 erano impegnati in una faida. E il ragazzo si sarebbe occupato in prima persona anche delle estorsioni a negozianti e imprenditori: le vittime venivano portate al suo cospetto e lui, per minacciarle, arrivava a dire agli affiliati "prendimi la pistola", "fammi sparare a ‘sto scemo" o, ancora, "voglio i 5mila euro oppure vattene da Pianura".
Il numero dei provvedimenti emessi dal gip di Napoli Rosaria Dello Stritto restituisce la dimensione del gruppo criminale: 28 misure cautelari, a fronte delle 40 richieste dai pm. A supportare il lavoro degli inquirenti, anche una lettera anonima, arrivata al procuratore Nicola Gratteri: qualcuno, con una grafia stentata, ha raccontato l'organigramma del clan, svelando anche l'indirizzo della piazza di spaccio di via Torricelli e indicando, come vertici del gruppo, Perfetto e Fiscarelli.