Omicidio Bacioterracino, dopo 17 anni presi ideatore e complice ma l’uomo col berretto resta senza nome
Uno sarebbe stato l'ideatore e l'organizzatore del delitto, l'altro avrebbe accompagnato il killer in scooter: dopo 17 anni arrivano altri due arresti per l'omicidio di Mariano Bacioterracino, ucciso nel 2009 davanti ad un bar della zona dei Vergini, rione Sanità, nel centro di Napoli. Un agguato ripreso dalle telecamere, e quelle immagini fecero il giro del mondo: la vittima davanti al bar, l'assassino che arriva a piedi, entra nel locale, esce e comincia a sparare. A diffondere il video fu la Procura, nella speranza di riuscire a dare un nome all'assassino. A finire oggi in carcere sono Ciro Culiersi, 39 anni, e del boss Oscar Pecorelli, 47 anni, detenuto al 41bis; sono entrambi ritenuti legati al clan Lo Russo, sono accusati di omicidio aggravato dal metodo mafioso. L'uomo col berretto, però, non è stato ancora individuato.
Secondo l'ipotesi degli inquirenti Bacioterracino, 53 anni e un passato da rapinatore, venne ucciso per una vicenda risalente a molti anni prima: era finito sotto processo per l'omicidio di Gennaro Moccia, capoclan del gruppo di camorra di Afragola, ucciso il 3 maggio 1978 nel comune del Napoletano. Da quella storia, però, Bacioterracino, così come gli altri imputati, era uscito assolto.
Come killer era stato identificato Costanzo Apice, poi condannato all'ergastolo in primo e in secondo grado; nel 2005, però, per l'uomo è arrivata l'assoluzione in Cassazione: i giudici hanno accolto la tesi difensiva dei suoi avvocati, Claudio Davino e Michele Caiafa, secondo i quali quelle immagini, principale elemento contro l'imputato, non permettevano di riconoscerlo oltre ogni ragionevole dubbio e che, anzi, la persona ripresa in video, seppur somigliante, aveva caratteristiche differenti per altezza e ampiezza del passo.