Bus fermi in provincia di Napoli per la crisi della Ctp. L’azienda dei trasporti pubblici di proprietà della provincia di Napoli ha messo tutti i dipendenti dei depositi di Pozzuoli e Teverola in ferie forzate per una settimana. È l’esito di un lungo braccio di ferro che va avanti ormai da mesi, tra i lavoratori, che rivendicano il pagamento delle spettanze arretrate, e l’azienda, che ha aperto la procedura di concordato preventivo pre-fallimentare presso il Tribunale di Napoli Nord. Gli autisti più volte hanno contestato malfunzionamenti o inefficienze dei mezzi pubblici. Una contestazione di un mezzo inidoneo a circolare la mattina, comporta che questi poi non possa uscire in servizio, ma debba essere sottoposto a verifiche. Sabato 20 febbraio, quindi, la Ctp, “al fine di poter effettuare le relative verifiche e riparazioni manutentive”, ha messo tutti i dipendenti dei due depositi in congedo forzato a partire da ieri, 21 febbraio, e fino a domenica 28 febbraio.

La Ctp negli scorsi giorni, come anticipato da Fanpage.it, è stata ammessa dal Tribunale Fallimentare di Napoli Nord a presentare la domanda di concordato in bianco. I tecnici sono al momento al lavoro per preparare il piano di risanamento. Ma non si placano le proteste dei lavoratori, che chiedono il pagamento degli stipendi di gennaio e febbraio.

Nella nota del 20 febbraio trasmessa a mezzo fax a tutti i sindacati (Fit Cgil, Fit Cisl, UilTrasporti, Ugl Fna, Faisa Cisal, Faisa Confail, Usb), l’amministratore unico di Ctp Augusto Cracco e il direttore generale facente funzioni Stefano Di Stasio, scrivono:

“In conseguenza delle segnalazioni indicate sui CVR in merito a problematiche tecniche dei veicoli dell'autoparco approntati nelle precedenti settimane, come tali riportate dal personale di guida, al fine di poter effettuare le relative verifiche e riparazioni manutentive, si dispone la messa in congedo di ufficio a partire dal 21.02.2021 di tutto il personale diretto di esercizio (o.d.e) ed indiretto di esercizio (A.E. e VTV) dei depositi di Pozzuoli e Teverola fino a tutto il 28.2.2021. Le suddette problematiche, infatti, pur se quotidianamente affrontate dalla struttura manutentiva aziendale, hanno comportato il totale fermo di ogni attività di esercizio nei depositi indicati dal giorno 11 febbraio determinando gravi ricadute sulle fatturazioni prossime di febbraio con relativo rischio di ritardi per le relative retribuzioni. La disposizione sopra esposta si rende tanto più inevitabile a fronte dell'ammissione dell'azienda al "concordato in bianco" che apre un percorso particolarmente difficile e complesso per arrivare al buon esito del quale ogni componente aziendale e societaria è strenuamente impegnata”.

Usb: “Non vogliono salvare l'azienda"

“Solo ieri – commentano Marco Sansone e Peppe Ferruzzi, del Coordinamento Regionale e Provinciale Usb – la Città Metropolitana di Napoli chiedeva alle Organizzazioni Sindacali di comunicare ai lavoratori che il pagamento degli emolumenti arretrati avverrà entro la prossima settimana. Una informazione, tesa a stemperare l'alta tensione che c'è tra le maestranze, che però anticipava una richiesta: i lavoratori devono riprendere e fare chilometri, nonostante i mancati pagamenti, nonostante le croniche carenze manutentive degli autobus e nonostante le condizioni igienico-sanitarie non sempre a norma, altrimenti si rischia che l'Azienda, in fase di concordato in bianco, rischi di fallire, con conseguenze addirittura peggiori per i lavoratori e per i cittadini.

E poi stasera, cinicamente, si informano le stesse Organizzazioni Sindacali che tutti i lavoratori dei depositi di Pozzuoli e Teverola da domani verranno messi in ferie forzate a causa di "problematiche tecniche dei veicoli". Questo è il motivo per cui non vi crediamo quando dite che volete salvare CTP. La verità è che CTP si è sempre retta solo sulla buona volontà e sul sacrificio del personale dipendente, che presta servizio nelle peggiori condizioni igienico-sanitarie e manutentive da tempo, ma non è servito comunque”.