La paura della Campania è ripiombare dalla zona gialla a quella arancione o peggio ancora alla zona rossa, con relative restrizioni . Venerdì 7 maggio il monitoraggio settimanale dell'Istituto superiore di Sanità ci dirà il quadro aggiornato dei contagi Covid in regione, associato e comparato ai livelli di rischio stress del comparto sanitario e al rapporto coi tamponi effettuati.

Per ora possiamo dire che anche la Provincia di Napoli (i dati sono del fisico Francesco Lucchetta) che traina il numero di contagi in Campania vede calare la sua incidenza. Ieri avevamo 230 casi per 100mila, in calo dell'8%.

C'è poi l'Rt, ovvero l'indice di contagio che la scorsa settimana era superiore a 1 cioè da (almeno) zona arancione. Clementina Sasso, astrofisica che analizza i dati Covid campani, spiega: «Anche la variazione percentuale continua a scendere e questo ci dice molto sul valore dell'Rt che, passata questa settimana, in cui verrà annunciato l'Rt calcolato il 21 aprile, non dovrebbe tenerci più in ansia». In calo soprattutto il numero di infetti sintomatici – che è uno dei fattori sui quali si calcola l'indice di contagio Rt. Anche il dato di occupazione delle strutture sanitarie (terapie intensive e degenza) si mantiene sotto la soglia minima critica.

L'Agenas, Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, ci dice che le proiezioni a 7 giorni del numero di infetti attivi in Campania sono in – seppur lieve – calo. Le proiezioni invece ipotizzano di qui a una settimana una tendenza all'aumento dei ricoveri. Stando così le cose, tuttavia, il «rischio complessivo» attualmente classificato come «basso» in Campania non dovrebbe subire variazioni tali da farlo scattare a «moderato» o «alto». Se si manterranno stabili questi parametri avremo una conferma della zona gialla anche per la prossima settimana (sarebbe la terza consecutiva).