Ci vorrà più tempo del previsto e una cosa è certa: quando sarà decisa la fascia di rischio della Campania, se resterà gialla come oggi o sarà rivalutata ad arancione o rossa in parte (l'ipotesi è Napoli e Caserta) o per intero sicuramente qualcuno resterà scontento. Per ora abbiamo capito che la Campania è un caso unico sul panorama nazionale ed è tra le 20 regioni d'Italia la sola per cui  si è reso necessario un supplemento di indagine da parte del ministero della Salute. Oggi tecnici del ministero della salute sono a Napoli e non solo e per una ricognizione sui dati sull'epidemia di Covid-19.  Già nell'ultimo aggiornamento dell'Iss si diceva che sulla base dei dati dell'ultimo monitoraggio, era opportuno anticipare le misure più restrittive.

Obiettivo: avere un quadro preciso in vista di una decisione sulla fascia in cui deve essere posta la Regione. In pratica si tratta di una ispezione perché i tecnici inviati da Roma stanno analizzando la mole dei dati per capire se si è creata una falla nella raccolta e nella trasmissione e se il flusso dei dati è stato messo insieme correttamente. Ci sono deficit? Manca qualcosa nei numeri comunicati dalle Asl della Campania all'Unità di Crisi e da lì all'Istituto superiore di Sanità?

Il problema non è soltanto l'Rt cioè l'indice di contagio che abbiamo imparato a conoscere, né tanto meno il singolo numero di positivi al Coronavirus e il numero di tamponi effettuati. Per avere un quadro epidemiologico il più aderente possibile alla realtà e stabilire se la Campania è ancora in un quadro di fascia gialla (moderato) oppure no, occorre valutare anche lo stress del sistema ospedaliero. I posti letto in terapia ordinaria e sub-intensiva e intensiva sono reali? La decisione sulla Campania potrebbe quindi tardare o addirittura slittare a domani.