Il Comune di Napoli a pochi mesi dalle Elezioni amministrative non centra l'obiettivo del piano di risanamento dei conti nel 2020 per 74,3 milioni: recuperati solo 93,4 milioni di euro di disavanzo su una quota prevista di 167,8 milioni. Le risorse mancanti dovranno essere recuperate tutte quest'anno, visto che il Comune ha l'obbligo di recuperare interamente nel 2021 la quota di disavanzo non recuperata nel 2020. Nel 2019, infatti, il disavanzo amministrativo era a quota 2,6 miliardi, lo scorso anno è sceso a 2,5 miliardi. L'ente oggi guidato da Luigi De Magistris conta di ripianare il buco con la vendita della rete del gas (31 milioni), delle Terme di Agnano all'Inail (30,5 milioni), delle case popolari e con il contributo di 48 milioni del Governo, per un totale di 109,6 milioni di entrate. È quanto emerge dalla delibera 232 sul pre-consuntivo del 2020, approvata dalla giunta De Magistris il 3 giugno scorso.

Il piano per fare cassa

L'approvazione del pre-consuntivo consente di sbloccare la prosecuzione dell'esercizio provvisorio 2021 fino al 31 luglio prossimo. Da questo momento, quindi, saranno possibili solo le spese obbligatorie e i dirigenti dovranno darne motivazione. Nella programmazione finanziaria del 2021 il Comune prevede di avere maggiori entrate per la copertura del disavanzo di amministrazione rispetto al bilancio di previsione 2020-22 dovute al contributo per gli enti in riequilibrio finanziario per il biennio 2021-22 della legge 178 del 2020 pari a 48 milioni già incassato.

A questo, come detto, si aggiunge l'alienazione della rete del gas con procedure di gara conclusa il 14 aprile 2021 con proposta di aggiudicazione e la stipula del contratto prevista per settembre 2021, attualmente stimato in 31 milioni. Infine, la vendita delle Terme di Agnano, attualmente è in corso l'interlocuzione con Inail per l'alienazione del complesso immobiliare e poi ci sarà la dismissione della partecipazione azionaria programmata nel bilancio 2021 per 30,5 milioni.

La sentenza della Corte Costituzionale

Ma tutto questo non tiene ancora conto delle problematiche legate alla sentenza 80/2021 della Corte Costituzionale, che ha dichiarato incostituzionale la possibilità di spalmare i debiti in 30 anni, e della eventuale necessità di recuperare l'intero maggiore disavanzo dal Fal, il Fondo Anticipazione di liquidità, pari a circa un miliardo, che il Comune ha iscritto tra le entrate, invece che tra i debiti. A questo problema cerca di mettere una pezza il Dl Sostegni bis 73 del 2021 che al momento stanzia 500 milioni per tutti gli enti coinvolti dalla sentenza della Consulta, cioè gli enti che hanno peggiorato il disavanzo al 31 dicembre 2019 rispetto all'anno precedente a seguito della ricostituzione del Fal in base all'ex articolo 39 ter comma 1 del Dl 162 del 2019, la norma dichiarata incostituzionale. Il riparto del fondo avverrà entro 30 giorni dalla conversione del Dl 73 approvato il 25 maggio scorso. Questo fondo però potrebbe essere incrementato a 3 miliardi in base al cosiddetto Patto per Napoli del centrosinistra.

I sindacati: "Ora ok al pagamento spettanze"

"Abbiamo accolto con favore l'approvazione della delibera – commenta Agostino Anselmi Cisl Fp – che ci mette in condizioni di assicurare gli accordi sottoscritti col Comune di Napoli per il personale. Sono assicurati tutti i pagamenti indispensabili che attengono il personale. Abbiamo avuto un incontro col capo di gabinetto che ci ha assicurato che tutte le spettanze dei lavoratori verranno regolarmente pagate: Pip, Peo, indennità di front office".