Mancano ormai solo 6 mesi alle elezioni comunali di Napoli e le manovre all'interno degli schieramenti politici sono nel pieno dell'intensità per individuare i candidati che si sfideranno per salire al secondo piano di Palazzo San Giacomo dopo l'era di Luigi De Magistris. Dopo la discesa in campo di Alessandra Clemente, per l'attuale maggioranza in Comune, individuata proprio da Luigi De Magistris, il Partito Democratico aveva più volte sottolineato la contrarietà alla scelta, riponendo quindi nel cassetto ogni ipotesi di alleanza tra DemA e il dem. Da mesi l'attenzione del segretario metropolitano del Pd, Marco Sarracino, in accordo con i vertici nazionali del partito, con in testa il segretario Nicola Zingaretti e Andrea Orlando, era quella di riproporre per le elezioni comunali di Napoli l'alleanza che attualmente sostiene il governo di Giuseppe Conte, quindi fatta da Pd, Movimento 5 Stelle, Italia Viva, Articolo 1 e Sinistra Italiana, con l'aggiunta di forze civiche della città con cui il dialogo è avviato da mesi. Negli ultimi giorni la manovra ha avuto una significativa accelerata e la fumata bianca tra Pd e M5S sembra ormai ad un passo.

Tre nomi sul tavolo: in pole il Ministro e il Presidente della Camera

Sia a Napoli che a Roma gli incontri degli ultimi giorni sembrano aver delineato il perimetro dei nomi per la candidatura a Sindaco di Napoli, sono tre: il Ministro agli affari europei Enzo Amendola, il presidente della Camera dei deputati Roberto Fico e il Ministro dell'Università Gaetano Manfredi. Nessuna sorpresa, i 3 nomi erano in ballo già da molti mesi, ma la vera novità è l'ok delle due principali forze di governo su questa rosa, Pd e M5S hanno quindi trovato l'accordo. Le festività natalizie e l'inizio del prossimo anno porteranno la scelta definitiva tra i tre, ma ognuno di questi godrà del sostegno dell'alleanza di governo. Tre top player quindi, che dovrebbero mettere in secondo piano altre ipotesi venute fuori negli ultimi mesi, e che metterebbero la coalizione Pd-5 Stelle con un muso davanti agli altri nella sfida per la successione a De Magistris. Per ognuno dei tre, difficoltà e ostacoli non mancano.

Il nome di Fico piace ai Dem

I dem si sono detti disponibili a sostenere la candidatura di Roberto Fico, ormai non più una stella luminosa nel firmamento grillino, ma con un discreto seguito personale nella città di Napoli. L'ipotesi Fico, che non dispiacerebbe innanzitutto a Luigi Di Maio e Vito Crimi, il leader 5 stelle starebbe bene anche alla base del Pd napoletano, a cominciare dai segretari dei circoli che proprio recentemente hanno espresso la non contrarietà alla candidatura di Fico. Ma l'ipotesi che porta al presidente della camera ha un ostacolo di non poco conto: mai, nella storia della Repubblica italiana, un presidente della Camera dei deputati, la terza carica dello Stato, si è dimesso. Men che meno per partecipare ad un'elezione comunale, seppure della terza città italiana. Il Quirinale non vedrebbe di buon occhio che la poltrona di Montecitorio fosse lasciata libera, ipotesi che non raccoglierebbe l'entusiasmo nemmeno di Giuseppe Conte, costretto a quel punto a riaprire le trattative con una maggioranza tutt'altro che pacifica quando si parla di rimpasti.

L'ipotesi di Amendola

Ecco quindi crescere la candidatura di Enzo Amendola, giovane ma allo stesso tempo capace di avere nel proprio bagaglio un'esperienza internazionale di tutto rispetto. Dai vertici del Movimento 5 Stelle c'è un sincero gradimento per la candidatura del Ministro agli affari europei, ed anche la base rissosa grillina vedrebbe in Amendola un nome "digeribile". L'ostacolo in questo caso è il ruolo che lo stesso Amendola sta per assumere nel governo nazionale in merito all'uso del Recovery Fund, proprio al Ministro napoletano Conte ha affidato il coordinamento dei rapporti con Bruxelles. Un ruolo di assoluto primo piano. Ma a fronte di questa responsabilità, il cui lavoro si articolerà nei primi mesi del 2021, quindi ancora in tempo per la candidatura a Napoli, c'è anche un gradimento dello stesso Ministro che tornerebbe nella sua città, dove è stato anche segretario del partito, per vincere delle elezioni storiche. Sullo sfondo, con meno chances degli altri c'è Gaetano Manfredi, visto di buon occhio dagli ambienti accademici e di apparato, l'ex presidente della CRUI e rettore della Università Federico II, resta anagraficamente molto più avanti negli anni rispetto a Fico ed Amendola.

Dopo il bilancio in Comune il via al tavolo permanente

Dopo l'intesa di massima tra Napoli e Roma, subito dopo l'approvazione (o meno) del bilancio da parte del Comune di Napoli, il Partito Democratico convocherà la prima riunione del tavolo permanente per le comunali di Napoli. Tra gli invitati non ci sarà DemA, che ha già scelto il proprio candidato ed è considerata da Pd e M5S fuori dalla coalizione. Sarà questo il tavolo che deciderà tra Fico, Amendola e Manfredi, saranno presenti tutte le forze che sostengono il governo e anche le forze civiche della città interessate al percorso. Proprio nei prossimi giorni saranno fissati da parte della segreteria cittadina, una serie di incontri con quelle esperienze della società civile che da mesi stanno ragionando intorno alle elezioni comunali del 2021, un modo che allargare il tavolo di discussione, prima ancora della sua convocazione. Nelle aspettative di Pd e M55S proprio dalla società civile dovrebbero arrivare almeno un paio di liste civiche che completerebbero la coalizione per le elezioni di maggio. L'impressione è che non ci possano essere altri scossoni, il perimetro dei nomi, non con poca fatica, è stato definito a da questa triade uscirà il nome del candidato definitivo.

Il ruolo di De Luca

Sullo sfondo c'è Vincenzo De Luca, il governatore fino a pochi mesi fa aveva l'ambizione di voler aver un ruolo di primissimo piano nella scelta del candidato Sindaco di Napoli. Ma gli ultimi mesi sono stati un vero e proprio disastro: gli enormi problemi nella gestione della pandemia, diventati un caso nazionale e i continui e violentissimi attacchi al governo nazionale, al Pd e al Movimento 5 Stelle, hanno fatto in modo che si mettesse nell'angolo da solo. Nessuna ingerenza di De Luca sul tavolo, è quanto hanno chiesto dal Movimento 5 Stelle ed è stato garantito dal Pd. Dal Pd è arrivata la rassicurazione che il percorso di Napoli sarà come quello che ha portato alla costruzione delle coalizioni a Giugliano, Pomigliano e Caivano che hanno visto Pd e M5S insieme. D'altronde, a De Luca nessuno dei 3 nomi scelti piacerebbe particolarmente.