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28 Giugno 2022
19:49

Cede yacht al domestico per non pagare 4 milioni di tasse, barca sequestrata a Massa Lubrense

Sequestrato yacht di lusso a Massa Lubrense: il proprietario avrebbe simulato la vendita per evitare che venisse sequestrato per un debito di 4 milioni di euro di tasse.
A cura di Nico Falco
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Immagine di repertorio
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Un avvocato di Massa Lubrense avrebbe finto di vendere il proprio yacht a un cittadino straniero, che successivamente a sua volta l'avrebbe ceduto ad una società di noleggio; si sarebbe trattato di uno stratagemma per evitare un eventuale sequestro, dopo una verifica fiscale che aveva portato alla contestazione di un debito di 4 milioni di euro relativo ad una evasione di imposta: l'imbarcazione di lusso sarebbe sempre rimasta nelle disponibilità del proprietario e i due acquirenti erano, in realtà, il domestico e il figlio.

A ricostruire il meccanismo è stata la Guardia di Finanza del Gruppo di Torre Annunziata, che il 24 giugno ha eseguito un decreto di sequestro preventivo per lo yacht; si tratta di una imbarcazione di lusso molto conosciuta nella penisola sorrentina: varata nel 2011 e completamente restaurata nel 2016, è lunga 15 metri e rappresenta il fiore all'occhiello della flotta della società di noleggio.

Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata (Napoli); i tre, tutti della penisola sorrentina, sono indagati a vario titolo per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte sui redditi per un importo complessivo di circa 4 milioni di euro, mediante la fittizia alienazione di una imbarcazione di lusso. Il sequestro è scattato nell'ambito di una indagine della Tenenza di Massa Lubrense, che aveva svolto la verifica fiscale al professionista.

Vendite simulate per non pagare le tasse

Le vendite dell'imbarcazione, hanno verificato i finanzieri, sono avvenute quando l'avvocato era già a conoscenza del suo debito di 4 milioni di euro nei confronti dell'Erario. In sostanza, ricostruiscono le fiamme gialle, il professionista, temendo che l'Agenzia delle Entrate si rivalesse sequestrando la barca, l'aveva ceduta a un uomo di nazionalità tunisina che poi si è rivelato essere un suo domestico. L'imbarcazione era stata quindi ceduta ad una società attiva nel settore dei trasporti marittimi, il cui legale rappresentante è il figlio dell'avvocato.

Successivamente, quando le Fiamme Gialle avevano presentato ricorso presso il Tribunale di Torre Annunziata, e avevano ottenuto una sentenza che attestava che le due compravendite fossero simulate, l'avvocato avrebbe nuovamente ceduto l'imbarcazione, questa volta alla società rappresentata dal figlio, per una somma di circa 430mila euro, apparentemente molto più bassa rispetto al reale valore di mercato dello yacht.

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