C’è allerta meteo maltempo in Campania per il nono giorno consecutivo
Il sole picchia, il mare è piatto, e per la nona giornata di fila la Protezione Civile della Regione Campania alza comunque la bandiera gialla per temporali. È il paradosso di un'estate che a mezzogiorno sfiora i 35 gradi e nel primo pomeriggio può scaricare grandine e raffiche di vento nello stesso quartiere. La nuova allerta, valida dalle 13 alle 20 di oggi, martedì 11 agosto, riguarda tre zone: la Zona 2 (Alto Volturno e Matese), la Zona 3 (Penisola sorrentino-amalfitana) e la Zona 5 (Tusciano e Alto Sele). Napoli è esclusa. A diramarla è il Centro Funzionale della Protezione Civile regionale, sulla base delle valutazioni sugli scenari meteorologici in atto e sulla loro evoluzione.
Nelle aree interessate sono previsti isolati rovesci e temporali, puntualmente di moderata intensità, con fenomeni che il bollettino definisce caratterizzati da «incertezza previsionale e rapidità di evoluzione». «Non sono esclusi grandine, raffiche di vento, fulmini e la caduta di rami o alberi, con possibili danni a coperture e strutture esposte», si legge. Il rischio principale resta quello idrogeologico. Il Centro Funzionale segnala il «possibile innalzamento dei livelli idrometrici dei corsi d'acqua minori, con inondazioni delle aree limitrofe, allagamenti di locali interrati e di quelli a pian terreno, scorrimento superficiale delle acque nelle sedi stradali». Non si escludono «cadute di massi e occasionali fenomeni franosi nei punti del territorio con condizioni idrogeologiche più fragili»
Le due allerte che si susseguono da giorni – quella per il caldo e quella per i temporali – nascono da fenomeni che viaggiano su scale completamente diverse. Il bollino rosso è l'effetto dell'anticiclone nordafricano, la struttura che da settimane schiaccia sulla regione una massa d'aria calda e stabile. L'allerta gialla, invece, è la firma della convezione termica pomeridiana: il suolo urbano e le colline attorno al golfo, dopo ore di sole, restituiscono calore all'aria, che sale, si carica di umidità marina e può condensare in fretta in cumulonembi isolati. Per questo la finestra dell'allerta coincide quasi sempre con le ore centrali del pomeriggio, quando il meccanismo lavora a pieno regime.
Il problema è che questi temporali colpiscono a macchia di leopardo: possono scaricare decine di millimetri di pioggia su un quartiere e lasciare a secco quello accanto. Nessun modello riesce oggi a indicare con anticipo la strada esatta che verrà colpita, motivo per cui la Protezione Civile è costretta a estendere l'allerta a un'intera zona anche quando il rischio reale riguarda solo un fazzoletto di territorio.