Il cavallo deceduto per il troppo caldo, fotografati da un turista.

C'è una inchiesta per la morte del cavallo che, ieri, è stramazzato al suolo alla Reggia di Caserta, mentre trainava un calesse per turisti: ad indagare sono i magistrati della Procura di Santa Maria Capua Vetere, che vogliono determinare le esatte cause della morte dell'animale, le condizioni in cui veniva tenuto e individuare eventuali responsabilità. Al momento, non risultano persone iscritte nel registro degli indagati, ma la salma del cavallo – di circa 10 anni di età – è stata posta sotto sequestro per consentire gli esami autoptici, che riveleranno le precise cause della morte. Da quanto si apprende, il cavallo era di proprietà di un privato, che lo aveva assegnato al servizio di vetturini attivo all'interno della Reggia di Caserta. Servizio che, al momento, la direzione del noto Palazzo Reale ha sospeso per la giornata di oggi, 13 agosto, in attesa delle opportune verifiche dell'autorità competente.

Le immagini dell'animale, senza vita, stramazzato al suolo, nella giornata di ieri hanno fatto il giro del web, sollevando indignazione e numerose reazioni. "Assurdo che al giorno d'oggi ancora si utilizzino gli animali per queste finalità, attività non più accettabili anche alla luce delle ormai accreditate conoscenze scientifiche ed etologiche che dimostrano senza ombra di dubbio che gli animali soffrono e patiscono esattamente come noi. Combatteremo questa battaglia di civiltà con tutti i mezzi a disposizione. In un Paese civile le botticelle dovrebbero scomparire immediatamente e per sempre" ha dichiarato Massimo Pigoni, vicepresidente dell'Enpa, l'Ente nazionale per la protezione degli animali.