
Campi Flegrei, il presidente Ingv Florindo: “Rischio terremoti di magnitudo 5.5 ed esplosioni freatiche”

"Ai Campi Flegrei abbiamo una emergenza nazionale. La situazione è preoccupante sia da punto di vista sismico che del rischio vulcanico. Gli eventi che ci possono essere sono proporzionali alle strutture tettoniche o alla geologia. Dai modelli fatti, difficilmente possiamo andare oltre magnitudo 5.5, quello dovrebbe essere il limite massimo. Ma la cosa che più preoccupa sono le esplosioni freatiche che non vedono coinvolgimento di magma: lanciano in aria tutto quello che trovano in superficie. Possono uccidere. Possono essere anche di dimensioni notevoli".
A parlare è Fabio Florindo, presidente dell'Ingv, l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, nel corso dell'audizione alla Commissione parlamentare di inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico del territorio italiano, sull'attuazione delle norme di prevenzione e sicurezza e sugli interventi di emergenza e di ricostruzione a seguito degli eventi calamitosi verificatisi dal 2019 della Camera dei Deputati che si è svolta il 2 luglio 2025. L'Ingv monitora costantemente il territorio italiano ed ha elaborato mappe di pericolosità, che vengono utilizzate poi dalla Protezione Civile per approntare i piani per i diversi scenari di rischio.
Florindo (Ingv): "Campi Flegrei emergenza nazionale"
"A Napoli – ha spiegato Florindo in commissione – abbiamo una emergenza nazionale dei Campi Flegrei. Abbiamo scenari di pericolosità sulla probabilità di apertura di bocche eruttive nei Campi flegrei, cioè su dove potrebbero svilupparsi. Mappe sviluppate con due sistemi diversi che danno lo stesso scenario: l’area critica da tenere sotto osservazione è Astroni-Agnano. È preoccupante. È la stessa zona dei flussi piroclasitici. C’è un 40-50% di possibilità che ricada in questa zona l’apertura di bocche con emissione di flussi piroclastici". Florindo ha precisato a più riprese che al momento non c'è evidenza di risalita di magma. Quindi, un'eruzione, con l'emergere di bocche eruttive, al momento è una ipotesi lontana e remota. Le mappe sviluppate dall'Ingv indicano solo il luogo dove è probabile che in caso di eruzione possano aprirsi le bocche eruttive.
Bradisismo, il sollevamento del suolo è di 1,5 cm al mese
"Per quanto riguarda i Flegrei – ha aggiunto Florindo – la situazione è preoccupante sia da punto di vista sismico del rischio vulcanico. Purtroppo è un’area vulcanica attiva, non c’è una singola bocca craterica. Al momento è in uno stato non certo di quiete. Da 20 anni c’è bradisisma, al momento il sollevamento è di 1,5 cm al mese, dopo picchi recenti di 3 cm al mese avuti nella seconda parte di febbraio. Fino a che continua a sollevarsi il suolo, avremo scosse sismiche. Gli eventi che ci possono essere sono proporzionali alle strutture tettoniche o alla geologia. Dai modelli fatti, difficilmente possiamo andare oltre magnitudo 5.5 quello dovrebbe essere limite massimo".
"Gli edifici possono crollare, c'è accumulo del danno"
Tra le problematiche evidenziate dal presidente dell'Ingv, quella dell'accumulo del danno dovuto alle scosse continue. "Quando ci sono eventi come quello di magnitudo 4.6 si accumulano danni agli edifici almeno in quelli in condizioni precarie – ha detto Florindo – C’è un accumulo del danno. Gli edifici più danneggiati potrebbero venire giù". Poi, il presidente Ingv ha aggiunto: "Ci sono controlli ma tante persone si rifiutano di far controllare le case perché hanno paura di essere sgomberati. Questo è un problema. Non è il semplice tramezzo, ma se si è danneggiata una parte portante della struttura per forza bisogna vedere".
"Preoccupante il rischio delle esplosioni freatiche, possono uccidere"
Ma il problema maggiore per l'Ingv è quello delle esplosioni freatiche. "Al di là dei flussi piroclastici – ha concluso Florindo – parlando in Commissione Grandi Rischi, la cosa che più preoccupa sono le esplosioni freatiche che non vedono coinvolgimento di magma. Noi sappiamo che c'è una camera magmatica a 8 km di profondità e c’è un dibattito sulla possibilità di una camera a 3 km, ma di dimensioni molto ridotte. Al momento non abbiamo traccia di un movimento di magma. Se c’è movimento di magma, c’è un preavviso da poche ore a giorni: un tremore sismico di lungo periodo. Se avviene una cosa simile, ci aspettiamo che il sollevamento sia molto superiore. Quando ci fu l'eruzione di Monte Nuovo nel 1538, l’area alcuni mesi prima si è sollevata di metri".
"Le esplosione freatiche – ha aggiunto Florindo – sono legate a gas riscaldati e in pressione sopra la camera. Se vengono a contatto con falde a temperatura normale avvengono esplosioni che lanciano in aria tutto quello che trovano in superficie. Possono uccidere. Possono essere anche di dimensioni notevoli. Le esplosioni freatiche non danno preavviso, sono istantanee. Mi preoccupa l'area Pisciarelli, dove ci sono temperature altissime. Un collega con il drone ha stimato temperature dalle fumarole oltre 140 gradi centigradi. Quella zona è molto fratturata e in tempi storici ha avuto piccole esplosioni freatiche".