25 Novembre 2021
8:27

Camorra in Penisola Sorrentina, botte e minacce al Dj per mettere le mani sulla movida

Botte e minacce a un noto Dj della Penisola Sorrentina per imporsi nel mondo degli eventi della movida. Arrestato 22 enne, perquisizioni per 3 indagati.
A cura di Pierluigi Frattasi

Botte e minacce a un noto Dj della Penisola Sorrentina per imporsi nel mondo degli eventi della movida. Finisce in carcere E.G., 22 enne di Piano di Sorrento, ritenuto dagli inquirenti vicino al clan D’Alessandro. I carabinieri della Compagnia di Sorrento, questa notte, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti, emessa dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Procura Distrettuale Antimafia. L’uomo è gravemente indiziato dei reati di tentata estorsione aggravata e lesioni personali aggravate dal metodo mafioso. L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato accompagnato per la custodia presso la casa circondariale di Napoli-Secondigliano. Perquisizioni per altri 3 indagati.

Chiesto il pizzo per suonare nei locali della Costiera

Il 22enne, secondo le indagini condotte dai carabinieri di Sorrento, coordinate dalla DIA di Napoli, nell’estate 2021 avrebbe minacciato e poi picchiato, provocando lesioni aggravate, un Dj della Penisola Sorrentina. L’obiettivo sarebbe stato, secondo gli inquirenti, mettere le mani nell’organizzazione degli eventi nei locali della “movida” sul territorio. Secondo gli investigatori, il 22enne, in più circostanze, avrebbe avvicinato la vittima, minacciandola al fine di dissuaderla dal proseguire con la propria attività professionale, pretendendo il  pagamento di somme di denaro per poter suonare nei locali della costiera, facendo valere la forza di intimidazione derivante dalla riconducibilità dell’indagato al clan D’Alessandro. L’azione criminale, tesa ad annullare eventuali forme di concorrenza nel settore dell’intrattenimento e degli eventi da ballo con la violenza e la forza intimidatrice tipica del “metodo mafioso”, continuava con il pestaggio “dimostrativo” nei confronti della vittima, aggredita violentemente nei pressi della propria abitazione.

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