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Camorra a Sant’Antimo, l’estorsione per il concerto di Gigi Finizio: “Cinquemila euro o mettete lo stereo”

Nell’ordinanza contro i clan Puca, Verde e Ranucci anche un’estorsione al popolare cantante Gigi Finizio: la camorra avrebbe incassato 3.500 euro per permettere l’esibizione a Sant’Antimo (Napoli).
A cura di Nico Falco
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Tra le vittime dei clan di Sant'Antimo ci sarebbe stato anche l'entourage del popolare cantante Gigi Finizio, in occasione di un concerto che l'artista aveva tenuto nella cittadina del Napoletano. La circostanza emerge dall'ordinanza da 14 misure cautelari eseguita dai carabinieri oggi, 19 febbraio, contro i clan Ranucci, Verde e Puca, attivi tra i territori di Sant'Antimo, Sant'Arpino, Casandrino e Grumo Nevano.

L'estorsione per il concerto di Gigi Finizio

Il cantante, naturalmente, per questa vicenda è parte lesa. Dell'estorsione sono accusati Antonio Picciulli, ritenuto referente del clan Verde, Domenico Ranucci, dell'omonimo clan, e Antonio Sammarco (tutti destinatari di misura cautelare in carcere). L'intercettazione in cui viene menzionata l'estorsione risale al 21 aprile 2023. Ranucci e Picciulli raccontano ad Antonio Arena (anche lui destinatario di misura in carcere) di avere imposto il pagamento di 5mila euro, altrimenti non avrebbero permesso che il cantante si esibisse e, di conseguenza, per sentire la musica avrebbero dovuto "mettere lo stereo".

I soldi nella cassa comune dei clan di Sant'Antimo

L'entourage avrebbe accettato, dicono, anche perché, se il concerto non si fosse tenuto, avrebbe dovuto pagare 30mila euro di penale al Comune.  Per gli inquirenti il concerto era quello che si è effettivamente tenuto a Sant'Antimo il 30 dicembre 2017; a fronte della richiesta iniziale di 5mila euro, l'entourage avrebbe corrisposto 3.500 euro. I soldi sarebbero poi confluiti nel "cappello", ovvero la cassa comune dei clan Ranucci, Puca e Verde.

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