"Presto aumenteremo organici della polizia con 14 nuove unità, massima attenzione per quei territori". Il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese ha risposto così all'interrogazione del senatore Sandro Ruotolo, arrivata dopo l'omicidio di Orazio De Paola, considerato ai vertici del clan Pagnozzi di San Martino Valle Caudina, ultimo episodio di una escalation di violenze che è stata registrata negli ultimi giorni in provincia di Avellino. Ruotolo, del Gruppo Misto, aveva presentato l'interrogazione urgente nel corso del Question time di oggi al Senato. “È solo l'ultimo gravissimo episodio di un quadro criminale che preoccupa e allarma l'opinione pubblica mettendone a rischio la stessa incolumità dei cittadini – ha sottolineato il senatore – clan ancora potenti che nonostante le inchieste oltre a controllare affari illeciti sul territorio risultano avere robusti interessi anche nel basso Lazio, in Toscana e a Roma”.

De Paola era stato affrontato in strada e ucciso con almeno cinque proiettili di piccolo calibro, l'ultimo diretto al volto. Per la sua morte è stato sottoposto a fermo e tradotto in carcere un 31enne della zona, con cui il 58enne aveva avuto un litigio di recente; il giovane è sospettato di averlo attirato in trappola e di averlo ammazzato, i carabinieri lo hanno bloccato in autostrada, stava andando a Roma. Il fratello, anche lui indagato, è al momento irreperibile.

"A breve – ha assicurato Lamorgese – sarà disposta  l'assegnazione di una ulteriore aliquota di 14 unità di agenti presso la Questura di Avellino e presso i reparti della polizia stradale. Rinforzi che potenzieranno la rete dei presidi della polizia di Stato in Irpinia che al momento possono contare su di un numero complessivo 455 unità. L'attenzione è massima verso quel territorio, l'impegno delle forze di polizia si traduce in una intensa attività di prevenzione e contrasto soprattutto nella delicata fase che il Paese sta attraversando e al riguardo al fenomeno delle infiltrazioni camorristiche in Irpinia rilevate anche dalle analisi criminali più recenti".

"Mi auguravo questa sua risposta – ha replicato Ruotolo – perché sappiamo tutti che serve la prevenzione ma serve anche l'elemento di repressione sul territorio, e poi rivelo la pericolosità di questa camorra che come è evidenziato nell'ultima relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia si parla di una camorra moderna, silente, silenziosa, che ha i suoi rapporti e che riesce a infiltrarsi nell'amministrazione pubblica e negli enti locali”.