B&B a Napoli, la mappa dei quartieri dove scattano i limiti del 30 per cento: esclusi Vomero, Chiaia e Posillipo

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Al centro la mappa dei confini per i limiti ai B&B estratta dalla tavola 7a del PRG. L'area di regolamentazione è in rosa / foto generata con IA
Pubblicata la mappa con la zona del centro storico dove saranno in vigore le nuove regole per aprire B&B, case vacanza e affittacamere.

Pubblicata la mappa del centro storico di Napoli dove saranno in vigore le nuove regole per aprire Bed and Breakfast, case vacanze e affittacamere. Sono 13 i quartieri interessati, compresi in quattro Municipalità (I, II, III e IV). All'interno del perimetro individuato varranno le norme approvate dal consiglio comunale nella seduta del 15 settembre scorso, che hanno individuato un'area di salvaguardia dell'offerta abitativa ordinaria nella zona dei Decumani dove ci sarà il limite del 30 per cento per palazzo per le strutture extra-alberghiere, mentre il restante 70 per cento sarà per le abitazioni. Il Municipio ha anche approvato l'obbligo di cambio di destinazione d'uso, con il passaggio dalla sottocategoria A1 (abitazione ordinaria) all'A2 (abitazione per uso turistico).

L'elenco dei quartieri col tetto del 30% di B&B

Sulla mappa pubblicata dal Comune all'interno della nuova tavola 7a del PRG, il Piano Regolatore Generale di Napoli, la nuova area di regolamentazione è in rosa. All'interno vi ricadono i quartieri San Ferdinando, Montecalvario, Avvocata, San Giuseppe, Porto, Pendino, Mercato, San Lorenzo, Vicaria, parte di San Carlo all'Arena e Stella, piccole porzioni di Poggioreale e Zona Industriale (quest'ultima solo sulla fascia costiera). Nel perimetro, quindi, ricadono aree ad alta vocazione turistica, come Borgo Santa Lucia, i Quartieri Spagnoli, e tutto il centro antico. Mentre sono esclusi interi quartieri come il Vomero, l'Arenella, Chiaia, Posillipo e Fuorigrotta. Sul versante orientale, il confine della zona tutelata si ferma prima di piazza Garibaldi, dove pure è concentrato il maggior numero di strutture ricettive, soprattutto hotel, della città, e del Centro Direzionale.

La mappa è stata tracciata tenendo conto dei dati aggiornati demografici e catastali, che hanno permesso di calcolare la pressione, rivelando che nei quartieri più colpiti (come Porto e San Giuseppe) è stata sottratta alla destinazione residenziale ordinaria una quota significativa dello stock abitativo per usi turistici: oltre il 26% delle abitazioni. Per contrastare fenomeno come l'overtourism, il Comune ha introdotto la “soglia minima di residenzialità” e definito le sottocategorie della destinazione d’uso abitativa.

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La nuova tavola 7a del Prg di Napoli

I tempi per l'entrata in vigore delle norme

Le nuove norme, però, come anticipato da Fanpage.it, non scatteranno subito. Bisognerà prima approvare in giunta una nuova delibera che definirà le modalità operative e di verifica della soglia per ogni edificio. La giunta Manfredi confida di approvare il testo entro la fine del 2026. Bisognerà presentare una Scia per il cambio di destinazione d'uso e verificare se nel proprio edificio c'è ancora disponibilità di immobili da adibire ad attività extra-alberghiere.

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