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“Basta botte e minacce” rivolta di medici e infermieri a Napoli, manifestazioni ai Pronto Soccorso giovedì 28

Manifestazione Cgil giovedì 28 settembre. I medici scenderanno in strada con la fascia nera al braccio “in segno di lutto per la tenuta del servizio sanitario nazionale”
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A cura di Pierluigi Frattasi
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"Basta botte e minacce nelle corsie degli ospedali". Medici e infermieri scendono in piazza. Giovedì 28 settembre, dalle 8 alle 16, ci saranno presidii del personale sanitario all'esterno dei Pronto Soccorso di Napoli e provincia. La manifestazione è indetta dalla Cigl. I medici scenderanno in strada con la fascia nera al braccio "in segno di lutto per la tenuta del servizio sanitario nazionale e per testimoniare la negazione del diritto costituzionale alla Salute". L'iniziativa nasce per difendere i "lavoratori oggetto di aggressione fisica e verbale". Il sindacato parla di "clima inaccettabile di violenza".

Gli ospedali dove si terranno le manifestazioni

I presidii di CGIL NAPOLI, FP CGIL NAPOLI e FP CGIL MEDICI saranno all'esterno dei Pronto Soccorso degli ospedali "Antonio Cardarelli", "San Paolo" e "Santobono" di Napoli, "Santa Maria delle Grazie" di Pozzuoli, "San Giovanni di Dio" di Frattamaggiore, "Santa Maria della Pietà" di Nola. "Per porre l’attenzione sulla crisi del servizio di pronto soccorso, medici e infermieri si mobiliteranno il prossimo 28 settembre, evidenziando le difficoltà quotidiane che affrontano.

I presidi, dinanzi ai PS, saranno articolati con le seguenti modalità:

  • Pozzuoli -dalle 8.30 alle 9.30
  • Frattamaggiore – dalle 9.30 alle 10.30
  • San Paolo – dalle 10.30 alle 11.30
  • Santobono – dalle 11.30 alle 12.30
  • Cardarelli – dalle 12.30 alle 13.30
  • Nola – dalle 13.30 alle 15.

"Turni massacranti – scrivono Giosuè Di Maro e Antimo Morlando (FP CGIL per la Sanità Pubblica) – carenza di personale e problemi di sicurezza hanno reso il lavoro in questi reparti un autentico incubo. La FP CGIL Napoli ha indetto una giornata di protesta che si svolgerà dalle 8 alle 16 con presidi di protesta davanti ai Pronto Soccorso di importanti strutture ospedaliere. Durante questa giornata, la FP CGIL chiederà ai lavoratori di indossare una fascia nera al braccio, simbolo di lutto e della negazione del diritto costituzionale alla salute".

Nel corso della iniziativa davanti ai Pronto Soccorso la Fp Cgil darà voce ai lavoratori che sono stati oggetto di aggressione fisica e verbale, fenomeni che non accennano a diminuire anche in presenza delle postazioni di sicurezza pubblica e privata.

La Cgil: "Clima di inaccettabile violenza"

"In Campania – spiegano i rappresentanti della FP CGIL – in particolare nell’area metropolitana di Napoli, sembra essere caduto in un silenzio inquietante riguardo alle criticità dei servizi di emergenza e urgenza ospedaliera e territoriale. È come se i problemi fossero improvvisamente spariti. Ma la realtà è ben diversa, e questa situazione sta mettendo a dura prova la tenuta del Servizio Sanitario Nazionale pubblico, gratuito, equo e solidale. Il tessuto sociale è sottoposto a tensioni crescenti, poiché un diritto fondamentale come l’assistenza in emergenza e urgenza sembra essere a rischio".

"Questo clima inaccettabile di violenza – raccontano Morlando e Di Maro- è favorito anche dalla cronica carenza di personale in Sanità, per questo la Fp Cgil sta raccogliendo firme per un “Piano straordinario di assunzioni nella pubblica amministrazione”. Di norma a fronteggiare un aumento della richiesta assistenziale con un numero di accessi medi giornalieri in P.S. pari a 150/200, con punte in alcuni periodi dell’anno fino a 250/300, è presente un numero insufficiente di personale medico e infermieristico, da 2 fino a 4 medici e da 4 fino ad un massimo di 8 infermieri, a secondo del Presidio Ospedaliero considerato. Nell’area metropolitana di Napoli, si registra un incremento di tutti gli indicatori dell’area della emergenza, in particolare tempi di attesa medi al triage di 7/8 ore, tempi di permanenza in Osservazione Breve Intensiva (O.B.I.) ben oltre le 24-48 ore stabilite dal Ministero della Salute, tempi di attesa per il ricovero di giorni e, in qualche caso, di settimane, così come stanno aumentando i numeri dei cittadini che abbandonano il P.S., che attualmente resta l’unica via di accesso per una assistenza sanitaria gratuita".

Al Maresca di Torre del Greco paziente ruba pistola a vigilante

L'ultimo episodio di violenza in ordine di tempo è accaduto sabato pomeriggio all'ospedale "Maresca" di Torre del Greco. Qui, come scrivono i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Fials, "un paziente psichiatrico che girovagava da 20 giorni nel Ps perché il reparto di psichiatria dopo svariate consulenze aveva ritenuto che non vi fossero le condizioni per ricoverarlo, ha sfilato la pistola alla guardia giurata e minacciato medici, infermieri e pazienti presenti". Il paziente è stato poi bloccato dai dipendenti del PS e dal vigilante e disarmato. I sindacati chiedono un incontro alla direzione per assumere provvedimenti immediati, anche strutturali: "Bisogna aumentare il numero di personale, garantire maggiore sicurezza intervenendo a livello strutturale".

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