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Baretti di Chiaia, il TAR per ora dice no ai locali: resta il coprifuoco anti-alcol fino all’una di notte

Respinta la richiesta urgente di cinque attività contro l’ordinanza del sindaco Manfredi. Stop alle bevande dopo le 22.30 e chiusure anticipate fino al 1° ottobre. Decisione collegiale il 7 luglio.
foto di archivio
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Cinque locali della movida di Chiaia provano a fermare il coprifuoco. Il TAR risponde no, e per ora le saracinesche restano abbassate all'1 di notte. Il decreto porta la data del 6 giugno 2026 e la firma della Quinta Sezione del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania; respinge l'istanza di misure cautelari monocratiche presentata dai titolari di alcune attività commerciali della zona, assistite dall'avvocato Benedetta Leone. Sotto accusa l'ordinanza del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi numero  630 del 30 maggio 2026, che per quattro mesi cambia le regole della zona dei "baretti". Il provvedimento del Comune di Napoli vieta «vendita e somministrazione per asporto di bevande alcoliche e analcoliche dalle 22.30 alle 6 del mattino, dal 1° giugno al 1° ottobre 2026». Quattro mesi pieni, che coprono l'intera estate napoletana.

Sugli orari di chiusura l'ordinanza è altrettanto netta. Tutti gli esercizi dell'area di Chiaia, pubblici esercizi, attività di vicinato, artigianali con asporto, distributori automatici, devono abbassare le serrande all'1 di notte dalla domenica al giovedì, alle 2 il venerdì e il sabato. In entrambi i casi sono concessi 30 minuti di tolleranza per ritirare le attrezzature e pulire gli spazi. I ricorrenti puntano anche a un altro atto: la nota dell'Agenzia regionale protezione ambientale (Arpac), che trasmette i risultati dei monitoraggi acustici dell'8 maggio. Un documento «dal contenuto sconosciuto», secondo il ricorso, di cui i legali chiedono l'esibizione in giudizio. Il presidente non concede la sospensione lampo. Nel decreto scrive che l'estrema gravità e urgenza va valutata rispetto a esigenze che rischiano di essere «risolutivamente ed inevitabilmente» compromesse prima dell'esame collegiale, e che qui questi elementi non sono favorevolmente apprezzabili. Le limitazioni, osserva il giudice, sono comunque preordinate alla tutela di diritti riconosciuti altrove e, in ogni caso, «risarcibili».

Tradotto: anche se i locali avessero ragione nel merito, l'eventuale danno economico potrebbe essere risarcito con denaro. Non c'è quindi quel pregiudizio irreparabile che giustificherebbe uno stop immediato.Per i gestori significa una sola cosa: per tutta l'estate, alcolici giù alle 22.30 e luci spente all'1 (le 2 nel weekend). La partita vera, però, non è chiusa. Il TAR ha fissato la camera di consiglio del 7 luglio 2026 per la trattazione collegiale: sarà quel giorno a decidere se l'ordinanza di Palazzo San Giacomo regge.

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