Bagnoli, patto Fitto-Manfredi senza De Luca. E De Laurentiis ci ripensa sullo stadio: “Resto al Maradona”

Incontro a Bagnoli tra il ministro Fitto e il commissario Manfredi: a breve la firma per 1,2 miliardi di fondi. De Laurentiis: “Stadio a Bagnoli? Chi me lo fa fare? E se arriva il bradisismo? Ma sul Maradona voglio carta bianca”
A cura di Pierluigi Frattasi
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Aurelio De Laurentiis, Gaetano Manfredi, Vincenzo De Luca
Aurelio De Laurentiis, Gaetano Manfredi, Vincenzo De Luca

“Su Bagnoli nei prossimi giorni sottoscriveremo l'accordo di coesione. Abbiamo approvato in Cabina di Regia progetti per 1,2 miliardi. Nel decreto legge in conversione, per la prima volta, si parla con chiarezza di risorse. Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha indicato questa come una priorità”. A dettare la linea sulla rinascita dell'ex Italsider di Napoli è Raffaele Fitto. Il ministro per gli Affari europei, le Politiche di coesione e il Pnrr, è arrivato oggi a Napoli per un faccia a faccia con il sindaco Gaetano Manfredi, che è anche commissario del Sin Bagnoli-Coroglio.

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Bagnoli, De Luca non partecipa all'incontro tra Fitto e Manfredi

Una riunione operativa proprio a Bagnoli, nella sede della struttura commissariale, per fare il punto sullo stato dell'arte. Grande assente il Governatore della Campania, Vincenzo De Luca, con il quale ormai con Fitto è scontro aperto. Il ministro chiarisce di non voler fare polemiche, ma incalzato dai giornalisti dice: “La Regione ha partecipato alle altre riunioni della cabina di regia su Bagnoli. In queste ultime due, dove c'era un ordine del giorno conosciuto, non ha partecipato. Un'assenza senza nessuna comunicazione. Non sta a me commentare”.

Il sindaco: "Col Governo Meloni c'è sintonia"

Sullo sfondo le accuse di De Luca degli ultimi giorni che sostiene che gli 1,2 miliardi stanziati per Bagnoli siano "fondi della Regione". Ma Fitto non ci sta e assicura: “Sono tutti fondi del Governo, non c'è il minimo dubbio su questo. Sono fondi nazionali, del bilancio dello Stato”. Il sindaco Manfredi guarda al concreto: “Quando parliamo di Bagnoli, dopo tanti anni di attesa che tutti abbiamo sofferto, dobbiamo dare risposte ai cittadini. Ci sono stati troppi anni di promesse, di progetti mai realizzati. Col Governo c'è sintonia e più c'è concordia, più lavoriamo nell'interesse di tutti”.

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De Laurentiis: "Stadio a Bagnoli? Chi me lo fa fare?"

Ma a dar fuoco alle polveri ci pensa il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, che oggi, in una conferenza stampa fiume a Palazzo Petrucci, a Posillipo, torna sull'idea dello Stadio a Bagnoli e fa inaspettatamente dietrofront: “Chi me lo fa fare di andare in un territorio così problematico? – argomenta il patròn azzurro – Mi immetterei in un contesto di caos con ruspe e camion, per poi rischiare di sgomberare 50mila persone dallo stadio se arriva il bradisismo”. Una virata di 180 gradi che punta dritto sulla ristrutturazione del Maradona. L'impianto di Fuorigrotta, infatti, va rimesso a nuovo in vista degli Europei di Calcio del 2032. Ma il numero uno del Calcio Napoli non le manda a dire: “Voglio carta bianca, o mi alzo e me ne vado”.

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È già tramontata l'idea di fare il nuovo stadio del Napoli a Bagnoli, quindi, lanciata dallo stesso De Laurentiis il 7 marzo scorso. Il caso volle che anche in quell'occasione, nella stessa giornata, fosse programmata una riunione della Cabina di regia di Bagnoli a Roma, con il ministro Fitto, Manfredi e l'Ad di Invitalia Mattarella. Assente anche in quell'occasione la Regione Campania. La proposta di De Laurentiis all'epoca sorprese l'opinione pubblica, arrivando del tutto inaspettata. Il Comune, infatti, non ne sapeva nulla. Con la stessa rapidità, dopo due mesi di polemiche, l'ipotesi è stata accantonata oggi.

Fitto: "Con Manfredi proficua collaborazione"

Intanto, i rapporti tra Governo Meloni e Regione Campania non sono mai stati così tesi. Mentre regge su Bagnoli l'asse con il Comune.

Il ministro Raffaele Fitto spiega:

Con Manfredi abbiamo sin dal primo momento abbiamo avviato una proficua collaborazione abbiamo messo in campo un lavoro importante, che nei prossimi giorni troverà un riscontro operativo con la sottoscrizione da parte del presidente Meloni e dello stesso sindaco, nella qualità di commissario, dell'accordo previsto dall'articolo 14 del decreto legge.

E aggiunge:

Io con il sindaco Manfredi sto lavorando molto bene, come ho lavorato molto bene con i 17 presidenti di Regione con i quali ho sottoscritto l'accordo di coesione, sto lavorando bene con tutti i presidenti di Regione. Il mio è un approccio sempre uguale con tutti, non ho né interesse né motivo di fare polemica. Sono qui con questo spirito, come sono su tutto il territorio nazionale esattamente con questo mandato del presidente del Consiglio.

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Le bonifiche partono a giugno

Le nuove bonifiche su Bagnoli partiranno a giugno, ma il ministro ha assicurato che è già stato fatto tanto:

La situazione è sicuramente complessa, sono passati oltre 30 anni e quindi non è un tema che affrontiamo adesso, ma ho trovato già un lavoro importante messo in campo da parte della strutturale commissariale e del commissario. Il lavoro fatto finora ci consente oggi da una parte di completare i lavori di bonifica già previsti, per 400 milioni di euro, e dall'altra di avere progetti concreti e operativi con un'idea progettuale che dà una visione e uno sviluppo importante alla città recuperando complessivamente non solo un'area da bonificare, ma anche mettendo in campo investimenti importanti che possono cambiare il volto di questa parte della città e della città.

E conclude:

L'obiettivo è che Napoli, come tutto il Sud, possa utilizzare sempre di più le risorse per grandi investimenti strategici, evitando di distribuirle a pioggia in mille piccoli interventi che si polverizzano e che non producono nulla dal punto di vista dello sviluppo.

Mentre il sindaco Gaetano Manfredi ha dato alcune indicazioni sulle prossime tappe:

Tra poco vedrete l'apertura dei cantieri per le bonifiche del Parco urbano, l'avanzamento dei lavori del Parco dello sport, per le infrastrutture idrauliche che non coinvolgono solo il Sin di Bagnoli, ma 350mila abitanti. Verificata la cantierabilità entro fine anno di tutti gli interventi previsti e abbiamo discusso punti che vanno necessariamente approfonditi dal punto di vista tecnico.

Infine, sui rapporti con la Regione e il Governo, il primo cittadino ha spiegato:

Credo che dobbiamo avere sempre un comportamento costruttivo, l'ho detto dal primo giorno. Penso che dobbiamo lavorare nell'interesse dei cittadini. Io sono commissario di governo e rispondo a un rapporto con il Governo, ma sono anche il sindaco di Napoli e devo tutelare gli interessi dei napoletani e del territorio.

De Laurentiis e il dietrofront sullo stadio a Bagnoli

In questo contesto arrivano le parole di Aurelio De Laurentiis. Ma cosa ha detto davvero il presidente del Napoli?

Sul nuovo stadio a Bagnoli mi sono fatto una serie di domande e ho pensato: chi me lo fa fare di andare in un territorio così problematico? Mi immetterei in un contesto di caos con ruspe e camion, per poi rischiare di sgomberare 50.000 persone dallo stadio se arriva il bradisismo. Mi sono messo l'anima in pace. Io devo lavorarci e voglio che partiamo velocemente perché dobbiamo lasciare Castel Volturno.

"Il Maradona rifatto in 2 anni"

Sui tempi tecnici De Laurentiis ha spiegato:

Ho chiamato i miei architetti e ho detto che voglio metterci due anni per ristrutturare il Maradona e ho dato loro anche gli input mentre venivo qui a Napoli in treno. Punterò ovviamente sul Maradona da trasformare, sempre se il sindaco Manfredi viene in riunione, perché non c'è mai. Manfredi è di una tattica sfuggente, è un teorico mago di questa tattica, per vivere più a lungo. A differenza del governatore De Luca, che può essere criticato ma è uomo del fare: se ti dice sì è sì, con il Comune di Napoli ho invece sempre fatto una fatica gigantesca. Io so che siamo stati i motori vincenti dello stadio Maradona, grazie al quale abbiamo portato Napoli al centro dell'Europa, ma mi viene consegnato qualche ora prima di ogni partita e poi subito dopo è da riconsegnare, e paghiamo un fitto alto come quello che paga il Psg a Parigi. Ora servono i lavori, io ci metto i soldi miei, ma mi devono firmare una carta in bianca di autorizzazioni, perché se arriva qualcuno a fermarci mentre facciamo i lavori mi alzo, me ne vado e non mi vedono più in questa città.

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