C'è un fermo per l'omicidio di Luciano Caronte, il 59enne ucciso con una coltellata al petto ieri sera, 11 gennaio, a Bacoli, in provincia di Napoli: si tratta dell'operaio 30enne Danilo I., figlio della compagna della vittima. L'uomo era stato trovato agonizzante nella sua abitazione, con una profonda ferita nel torace. Il giovane, a quanto si apprende, sarebbe affetto da disturbi psicotici; è stato portato nel carcere di Poggioreale in attesa della convalida.

Il provvedimento, emesso dal pm nella notte per omicidio aggravato, è stato eseguito dai carabinieri della stazione di Bacoli, che già in serata erano intervenuti nell'abitazione dove il ragazzo viveva con il fratello, la madre e il compagno di lei. I militari, intorno alle 18, erano stati inviati dalla centrale operativa nell'appartamento di via Roma, dove era stato trovato un uomo riverso a terra e ferito al petto. Il 59enne era da solo nell'abitazione, al momento dell'arrivo dei soccorsi era ancora vivo; è spirato poco dopo, durante le operazioni di rianimazione del personale sanitario.

Dal primo esame è emerso che la vittima aveva una profonda ferita al centro del petto, probabilmente inferta con un coltello da cucina. Nelle fasi iniziali non era stata esclusa nessuna pista, era stata presa in considerazione anche l'ipotesi del suicidio. Le indagini si sono però indirizzate verso il 30enne, affetto da problemi psichiatrici, e col prosieguo delle attività investigative è stato ricostruito quello che era accaduto. Ancora ignoti i motivi del gesto, che sarebbero in qualche modo legati ai disturbi di cui soffre il giovane operaio.