Asse perimetrale del Vomero chiuso da 20 giorni, i cittadini diffidano il Comune e scrivono al Ministero dei Trasporti

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La protesta dei cittadini all'ingresso di via Cinthia
I cittadini hanno scritto al Ministero dei Trasporti e al Difensore Civico della Campania per la chiusura prolungata dell’asse perimetrale Vomero-Pianura.

I comitati civici napoletani diffidano il Comune di Napoli sulla chiusura prolungata dell'asse perimetrale Vomero-Pianura, inaccessibile da oltre 20 giorni, dopo il crollo di massi avvenuto il 9 ottobre scorso causato dal maltempo. I cittadini di Soccavo, Vomero e Pianura hanno già scritto un esposto a Ministero dei Trasporti e Difensore Civico della Campania e preparano una denuncia anche alla Procura e alla Corte dei Conti.

Il Comune di Napoli, intanto, ha annunciato l'avvio delle operazioni di messa in sicurezza dei costoni per questa settimana. Un intervento che però va coordinato con i privati proprietari dei suoli. In campo è sceso l'avvocato Salvio De Meglio, che ha studio in via Pigna a Soccavo, che ha scritto al Comune di Napoli per chiedere chiarimenti in merito alla chiusura dell'importante asse viario.

I cittadini mandano una diffida al Comune

L'avvocato già il 12 ottobre ha scritto una diffida all'ufficio Strade di Palazzo San Giacomo sulla situazione dell'Asse Perimetrale Vomero-Arenella, mentre ieri ha inviato un nuovo sollecito all'amministrazione comunale, non avendo ricevuto alcuna risposta. Il motivo della protesta è "sollecitare tutti gli interventi necessari per l'immediata riapertura dell'asse viario che – atavicamente – versa in pessime condizioni per la presenza di erbacce, rifiuti, assenza di adeguata illuminazione nelle gallerie, segnaletica scarna ed inadeguata e, soprattutto, si evidenzia la presenza di avvallamenti che, in caso di pioggia, generano la presenza di pozzanghere di vaste dimensioni quasi da rendere impossibile la circolazione dei veicoli".

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Il crollo del 9 ottobre sulla Perimetrale Vomero–Pianura

"Pertanto – si legge nel documento – si chiede conto dei costi di gestione e manutenzione – episodica ed frettolosa – di un tratto stradale strategico in maniera particolare per il quartiere di Soccavo, perché a a causa della chiusura dello stesso sta generando il congestionamento del traffico per le strade del quartiere in questione, il tutto in barba ai livelli di inquinanti nell'aria. A dimostrazione della gestione pressappochista dell'asse viario, si rileva che – solo a seguito della caduta dei massi, così com'è stato possibile venire a conoscenza dai media e social – il Comune di Napoli ha diffidato dei privati a mettere in sicurezza delle aree pertinenti e limitrofe, cosa che poteva essere fatta prima se vi fosse stata la contezza delle pessime condizioni e in cui versa il tratto stradale in questione e delle relative criticità che lo contraddistinguono".

Da qui, la "diffida" per  "l'immediata riapertura dell'asse viario". I cittadini hanno annunciato che in assenza di risposta "con l'esposizione delle ragioni del ritardo" si presenterà un esposto "alla magistratura contabile ai fini dell'accertamento delle spese sostenute per una tratto stradale fatiscente" e "alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, perché il Comune di Napoli deve iniziare a trattare i propri residenti alla stregua di cittadini e non di sudditi che accettano supinamente tutti i disservizi giornalieri a fronte di una tassazione comunale tra le più alte di Italia".

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