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Arresto ex sindaco di Avellino, l’avvocato: “Aveva chiesto di parlare ai magistrati, mai ascoltato”

L’avvocato di Gianluca Festa, sindaco dimissionario di Avellino indagato dalla Procura e da ieri ai domiciliari, spiega: “Da fine marzo aveva chiesto di essere sentito, ma non è stato mai convocato”
A cura di Giuseppe Cozzolino
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Gianluca Festa, sindaco dimissionario di Avellino
Gianluca Festa, sindaco dimissionario di Avellino

Gianluca Festa, sindaco dimissionario di Avellino ora agli arresti domiciliari, aveva chiesto alla Procura irpina "di essere ascoltato, fin dal 27 marzo scorso", ma non aveva mai ricevuto alcuna convocazione né riscontri. Lo ha fatto sapere l'avvocato Luigi Petrillo, che difende l'ex primo cittadino avellinese, finito al centro di una maxi bufera giudiziaria che ha travolto il Comune irpino a pochi mesi dal voto. "Se fosse stato convocato come da lui richiesto", ha aggiunto ancora l'avvocato Petrillo, "molto probabilmente non vi sarebbe stata alcuna alcuna necessità della misura cautelare".

La difesa di Festa: "Chiarirà tutto nell'interrogatorio di garanzia"

L'avvocato Petrillo, che difende il sindaco dimissionario di Avellino, ha anche sottolineato di essere "dispiaciuto" per il fatto che

subito dopo l' esecuzione della misura sono state diffuse notizie ed addirittura immagini tratte da informative di reato non ancora nella disponibilità né dell' indagato, né del suo difensore, cui è stato attribuito valore di prova di responsabilità, prima che l' indagato potesse offrire al Giudice una spiegazione alternativa a quanto sostenuto in tesi dagli inquirenti.

Inoltre, ha spiegato Petrillo, allo stato attuale delle indagini "nemmeno gli investigatori ipotizzano che i fatti di corruzione contestati abbiano procurato un profitto economico" per Gianluca Festa. In uno dei capi d'imputazione, infatti, sottolinea Petrillo, si legge che Festa "avrebbe indotto un imprenditore a versare un contributo alla manifestazione Eurochocolate, allo scopo esclusivo di assicurarsi la riuscita della manifestazione". Per quanto riguarda, invece, la presunta sottrazione del computer da un ufficio comunale, che sarebbe avvenuta "oltre un mese e mezzo addietro, e prima che l' indagato sapesse di esserlo", l'avvocato Petrillo ha inoltre spiegato che si trattasse di un computer "di fabbricazione piuttosto datata" e che "non poteva custodire alcun elemento di interesse investigativo, se non altro perché protetto da una password nota a molti". Infine, Petrillo ha concluso che "si avrà modo di chiarire tutto in sede di interrogatorio di garanzia".

Le indagini della Procura di Avellino

Le indagini erano partite nel settembre 2023 ed hanno portato ieri agli arresti domiciliari per il sindaco dimissionario di Avellino, Gianluca Festa, e di due architetti, uno dei quali già dirigente dei settori Lavori Pubblici e Attività Produttive del comune irpino. Tra i reati ipotizzati dagli inquirenti nei confronti degli indagati, ci sono quelli di tentata induzione indebita, corruzione per l'esercizio della funzione, rivelazione di segreto d’ufficio aggravata, falso in atto pubblico, peculato e depistaggio. Sempre nella giornata di ieri sono scattate perquisizioni presso alcune banche e nei confronti di altre persone, tra cui l'ex vicesindaco e assessore del Comune di Avellino.

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