Sette ambulanze in coda, ognuna in attesa di potere accedere al Pronto Soccorso per trasportare un paziente Covid-19. L'immagine, scattata all'ingresso dell'ospedale Moscati di Avellino nel pomeriggio di ieri, 3 novembre, è eloquente: i reparti sono ormai saturi, così come i Pronto Soccorso, e le lunghe attese prima di accedere negli ospedali non sono più una prerogativa degli ospedali "famosi", come era accaduto nei giorni scorsi per il Cotugno, ma possono diventare la prassi anche in province dove i dati dei nuovi contagi appaiono più contenuti. Le ambulanze in coda ieri arrivavano da diverse aree dell'Irpinia, ma anche dal Nolano, dirottate dalla centrale operativa sempre alla ricerca di un posto letto ancora libero.

Il bollettino di ieri dell'Asl riportava il dato allarmante di ulteriori 312 contagi. I centri più colpiti dalla pandemia sono Avellino, con 354 contagi, poi Avella con 184 e Mirabella con 152. In Irpinia il numero dei contagiati dal virus Sars-Cov-2 ha superato la quota 2500, così vanno in affanno sia il San Giuseppe Moscati sia l'ospedale di Ariano Irpino.

Al Cotugno di Napoli, punto di riferimento per le malattie infettive e per la pandemia in corso, i pazienti sono stati visitati nelle automobili con cui sono arrivati in ospedale: gli infermieri hanno controllato saturazione a chi aveva sintomi da Covid e quando necessario portato le bombole di ossigeno, dando la precedenza ai casi più gravi. Una decisione obbligata, quella del pre-triage in auto, per garantire le cure a tutti senza attendere per ognuno l'accesso al Pronto Soccorso ingolfato.

L'ospedale napoletano deve fare i conti da settimane con la carenza di posti letto dedicati Covid: già a metà ottobre, durante una delle giornate in cui nell'area antistante il Pronto Soccorso le ambulanze aspettavano per ore, alcuni pazienti sono stati visitati sul mezzo di soccorso e tre di loro sono stati dimessi senza avere mai messo fisicamente piede nella struttura.