Aggressioni ai migranti ad Afragola: l’ombra della camorra e dei caporali dietro i continui raid

Prendono di mira i migranti che vanno a lavorare nelle campagne, li seguono con le auto, li fanno cadere, spesso li spingono contro cancelli e muretti, altre volte inducono a rovinose cadute che spesso comportano ferite e traumi. Sono uomini, tra i 20 ed i 35 anni principalmente ed operano alle prime luci dell'alba tra Afragola, Caivano, Acerra e Cancello. Il fenomeno ormai si sta diffondendo a dismisura e non può più essere classificato sotto la voce "episodio di razzismo" o peggio ancora "aggressione isolata". I raid sono sistematici, tanto che nella notte tra il 7 e l'8 luglio un gruppo di attivisti antirazzisti ha fatto da scorta ai migranti che si recavano a lavorare. Impegno, strategia e modus operandi fanno pensare ad un regia unica e dietro potrebbe esserci l'ombra della camorra.
Le modalità delle aggressioni: la Panda nera e l'auto grigia
Sono decine le segnalazioni, in alcuni casi anche correlate da immagini di telecamere di sorveglianza che hanno ripreso le scene. Alle prime luci dell'alba i migranti residenti ad Afragola e dintorni si recano a lavorare nella campagne. Sono principalmente del Burkina Faso e del Ghana. I primi però sono senza dubbio i più colpiti. A lavoro ci vanno in biciletta e percorrono le strade che portano fuori dalla città di Afragola, oltre la periferia verso le zone agricole a ridosso della stazione Tav. Ai campi agricoli si accede attraverso degli stradoni, ed è qui che avvengono le aggressioni, nell'ultimo tratto di cammino prima di arrivare agli appezzamenti di terreno. Le bici vengono spinte fuori strada, in alcuni casi contro i cancelli di villette o masserie. Sono sistematiche, avvengono tutti i giorni e sempre con le stesse modalità, con auto che inseguono le biciclette e le speronano. I fatti avvengono sempre nella stessa fascia oraria, tra le 4 e le 5 del mattino, ed è questo il primo elemento che ci porta a ragionare sull'ipotesi di una regia unica. Se i fatti avvengono sempre alle prime luci dell'alba, tutti i giorni, l'episodicità degli avvenimenti potrebbe essere esclusa del tutto. Gli aggressori sono organizzati, per essere su quelle strade tra le 4 e le 5 si preparano, e verosimilmente si svegliano alle 3 del mattino per poter essere operativi. Si fa fatica ad immaginare il costante e quotidiano prosieguo di una "notte brava" fino alle 5 del mattino, con la conclusione della serata trascorsa a dare "la caccia ai migranti". C'è qualcosa di più.
Le comunità burkinabè e ghanese ad Afragola non hanno mai avuto grandi problemi, proprio per questo l'escalation delle aggressioni fa pensare ad un attacco organizzato. Intanto una prima svolta può arrivare dal fatto che sono state identificate le targhe delle auto che hanno operato le aggressioni, si tratta di una Fiat Panda nera e di un'altra autovettura grigia. I migranti le hanno segnate ed a denunciarle alle forze dell'ordine saranno gli attivisti del Movimento Rifugiati e Migranti di Napoli, che stanno seguendo con attenzione lo sviluppo del fenomeno, tanto da essere arrivati a fare da scorta ai lavoratori nella notte tra il 6 ed il 7 luglio, per dare un segnale di attenzione sul fenomeno. Con questo dato gli inquirenti potranno risalire all'identificazione degli aggressori e iniziare quindi a comprendere le motivazioni di quest'azione organizzata contro i lavoratori agricoli migranti. Gli episodi segnalati sono avvenuti ad Afragola, Caivano, Acerra e Cancello, sempre a ridosso delle aree agricole. In queste zone, sulle strade, è pieno di telecamere di sorveglianza, sia per ragioni di sicurezza sia per il contrasto al fenomeno degli sversamenti abusivi di rifiuti. L'area infatti è nel pieno della Terra dei Fuochi e, teoricamente, i sistemi di vigilanza e controllo delle strade dovrebbero funzionare e avrebbero potuto quindi riprendere le scene delle aggressioni.
Le bici distrutte e l'ombra del caporalato
Il lavoro nelle campagne ad Afragola funziona in questo modo. Intorno alle 3 del mattino tra i 400 ed i 500 migranti si affollano nella piazza del Municipio. Da qui si parte poi per andare a lavoro, con delle modalità diverse però. Da un lato arrivano dei camioncini con i caporali, tutti italiani, che caricano i migranti e li portano nelle campagne. Il "pizzo" al caporale viene corrisposto tramite il pagamento del "passaggio" con il furgone sul luogo di lavoro. Questa circostanza è decisiva per provare a comprendere davvero cosa sta avvenendo ad Afragola e dintorni. Un altro tipo di organizzazione del lavoro, prevede la presenza dei capi squadra, migranti, che hanno il contatto diretto con il datore di lavoro. Questi capi squadra danno appuntamento agli altri sempre nella piazza del Municipio di Afragola, e da qui partono in bicicletta verso le campagne. E sono proprio questi ultimi ad essere oggetto delle aggressioni. La Fiat Panda nera e l'altra auto grigia sono state viste proprio al seguito di questi gruppi che da Afragola partono per raggiungere le campagne intorno alla stazione Tav, ma anche Acerra, Caivano e Cancello. Un'altra particolarità delle aggressioni ci fornisce un altro tassello per comprendere il disegno criminale. Le aggressioni non si limitano solo allo speronamento dei lavoratori in bici. Quando cadono, le auto successivamente schiacciano le biciclette rendendole inutilizzabili. Solo dopo gli aggressori si allontanano. E' chiaro che senza bicicletta il lavoratore agricolo non può recarsi al lavoro nelle campagne in maniera autonoma o come componente di una squadra già composta. A quel punto dovrà chiedere "il passaggio" al caporale italiano che passa con il furgone alle 4 del mattino nel centro di Afragola. Ed eccolo il disegno criminale che si sta compiendo ai danni dei lavoratori agricoli migranti, impedire l'accesso indipendente al lavoro nei campi e costringere i migranti a piegarsi ai caporali. In un territorio come quello di Afragola è difficile pensare che una dinamica del genere possa essere fatta senza il benestare della camorra, che individua anche nel caporalato e nello sfruttamento del lavoro dei migranti uno degli affari da cui trarre profitto.