Chiede di essere protetta, di non rivivere il momento in cui è stata aggredita perché voleva troncare la relazione. Ha raccontato quanto accaduto alle forze dell'ordine, la dinamica, quello che era successo in precedenza. Ora, in questo momento delicato delle indagini, la 17enne ferita dall'ex fidanzato in piazza del Plebiscito vorrebbe solo tornare alla vita di tutti i giorni, senza la paura di rivivere quello che le è accaduto. La famiglia si affida all'avvocato Roberto Saccomanno, il legale spiega a Fanpage.it che la ragazza e i suoi cari sono chiaramente provati da quanto accaduto. Per rimarginare una ferita così profonda non basteranno 10 giorni. Ci vorrà tempo, «bisogna proteggerla e bisogna darle il tempo di respirare e trovare un attimo di serenità e di pace, perché ha vissuto un'esperienza drammatica». L'obiettivo è ovviamente quello di riprendere la sua vita, anche se non sarà facile. «Una vita ordinaria senza avere il timore di doversi riconfrontare con un evento del genere», questo è il desiderio condiviso da tutti.

Intanto proseguono le indagini e questa mattina c'è stata la convalida del Tribunale per i Minorenni di Napoli per l'arresto del 17enne, ritenuto responsabile del tentato omicidio della ex fidanzata a piazza Plebiscito il 12 gennaio. Il ragazzo, rintracciato poco dopo dai carabinieri della Compagnia Centro in casa sua, si trova nel carcere di Nisida.

Il generale Canio Giuseppe La Gala, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Napoli ha lanciato un messaggio di incoraggiamento, di vicinanza per la giovane che ora dovrà affrontare la riabilitazione, non solo fisica.

La violenza contro le donne è un’emergenza attuale e s’impernia sul legame “malato” tra il violento e la vittima, specie quando quest’ultima non trova la forza di reagire ed uscire da un’impasse. Ciò che i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli stanno promuovendo è l’instaurazione di un rapporto di fiducia con le vittime, per facilitare il dialogo e incoraggiare la denuncia. È per questo che stiamo diffondendo una campagna di sensibilizzazione da parte dalle Stazioni e Tenenze Carabinieri, capillarmente distribuite sul territorio, che costituiscono parte integrante del tessuto sociale. In ognuno dei Comandi è stato affisso un poster con il quale si invita alla denuncia, ricordando il valore della vicinanza dell’Arma che è sempre dalla parte del cittadino. Nel caso di specie, si parla di amori adolescenziali, quelli che appaiono come destinati all’eternità, ad essere gli “amori della vita”. Qui è di fondamentale importanza il ruolo dei genitori.
L’appello che mi sento di rivolgere, dunque, non arriva solo dalla voce di un Generale dei Carabinieri, ma da quella di un papà. E mi rivolgo alle famiglie, sensibilizzando tutti a raccogliere quei piccoli cenni di malumore, quei segnali di insofferenza dei propri cari. Anche se spesso insignificanti possono essere sintomo di un malessere che va affrontato immediatamente, prima che sia troppo tardi, prima cioè che si trasformi in tragedia. La nostra uniforme, indossata anche da padri e madri, vuole rappresentare una figura rassicurante, presente. Per questo Vi invito a denunciare, a non trattenere il dolore e le ansie. Siamo dalla vostra parte, sempre!