un frame dei video acquisiti dalla Polizia
in foto: un frame dei video acquisiti dalla Polizia

"Vengo da Scampia", o, ancora, "sono stato in galera", subito dopo l'offerta: venti euro per un paio di calzini. Non semplici informazioni, o un modo per provocare empatia nel potenziale compratore, ma allusioni che nascondevano vere e proprie minacce. Era così, secondo le accuse, che la banda di venditori di calzini aveva creato un clima di terrore negli autogrill della provincia di Piacenza, dove gli automobilisti venivano obbligati a comprare anche con percosse o con ritorsioni come danni alle vetture. Il processo per gli 11 imputati (uno nel frattempo è deceduto) è iniziato ieri, le accuse sono, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata a furti, estorsioni, violenza privata, estorsione e danneggiamento.

Gli imputati venivano tutti da Napoli e provincia, dove si trovava anche la base operativa, ma si spostavano in Lombardia e tra le aree di servizio di San Zenone, Somaglia e Fiorenzuola, sulla A1. Ed era lì che, stando a quanto hanno ricostruito gli inquirenti, non si limitavano ad offrire merce scadente agli automobilisti, ma facevano pressioni che in qualche caso sono anche sfociate in aggressioni fisiche. Chi si rifiutava di comprare un pacco di calzini, proposto a venti euro, si sentiva rimarcare prima la provenienza territoriale, quel "vengo da Scampia" che nell'immaginario collettivo significa vicinanza con la camorra, poi quel "sono stato in galera", come a dire che non c'è paura di ritornarci.

Molti automobilisti avrebbero ceduto ed avrebbero pagato, mentre altri, che nemmeno davanti alle minacce avevano cambiato idea, si erano ritrovati con l'automobile danneggiata o sarebbero stati picchiati. Secondo le stime ogni venditore riusciva a intascare tra i 200 e i 300 euro al giorno. L'indagine, coordinata dal sostituto procuratore Matteo Centini, era stata condotta dalla Polizia Stradale di Guardamiglio (Lodi). Nel 2019 erano state arrestate 12 persone, tutte ritenute parte della stessa banda; di queste, oggi 3 sono ancora agli arresti domiciliari e per le altre è stato disposto l'obbligo di firma o di dimora.

Durante le indagini, avviate nel 2017, la polizia aveva sequestrato circa 7mila paia di calzini, risultati rubati da un maxistore cinese in provincia di Milano. Tra i numerosi episodi ricostruiti, anche quello di una vittima che era stata costretta a pagare ben tre venditori: dopo aver dato 40 euro al primo, era stato avvicinato dal secondo e quindi dal terzo, e aveva dato anche a loro 20 e 10 euro dopo la minaccia: "Hai fatto la grazia a Gesù e niente a Maria?".