Sono stati portati a Napoli i 16 migranti sbarcati martedì pomeriggio a Nerano, frazione di Massa Lubrense, in piena Penisola Sorrentina. Il gruppo è destinato al centro di accoglienza "San Giuseppe" di Napoli. Tutti hanno chiesto di ottenere la destinazione internazionale e di essere trasferiti in Inghilterra, dove li attendono parenti ed amici che vivono sull'isola britannica. Richiesta che ora è in carico della Prefettura, che ha già provveduto ai controlli preliminari.

Tutti i 16 migranti sbarcati sono stati identificati: sono quattordici uomini, di cui due minori, e due donne. Nessuno di loro ha precedenti, e dunque si tratta di persone totalmente incensurate. I sedici sono anche stati sottoposti a tampone molecolare per il coronavirus, risultando tutti negativi. Erano arrivati sulla costa a bordo di due piccole barche a vela e, dopo lo sbarco, erano giunti nella piazzetta di Nerano, dove la popolazione locale li ha subito accolti, mostrando loro il volto più umano e sincero dell'Europa: tra tutti, è spiccato il gesto della signora Rosa, titolare della salumeria in centro del paese che è andata ad offrire acqua e cibo ai 16 migranti, comprensibilmente spaventati e impossibilitati a comunicare linguisticamente con gli italiani. La signora Rosa, intervistata da Fanpage.it, ha poi spiegato di essersi comportata come dovrebbe comportarsi un qualunque essere umano.

Sul posto erano poi arrivati anche personale della protezione civile e dell'amministrazione comunale, che hanno gestito le fasi successive. Straordinaria l'accoglienza di tutti cittadini, che hanno formato una vera e propria catena di solidarietà verso i migranti, che poco dopo si sono affidati alle forze dell'ordine. Dopo l'esito dei tamponi, negativo per tutti, e l'identificazione che ha chiarito si trattasse di giovani incensurati, la Prefettura ha disposto per loro il trasferimento presso il centro di accoglienza "San Giuseppe" di Napoli. I giovani hanno comunque chiesto di ottenere il pass internazionale per raggiungere l'Inghilterra e ricongiungersi così ad amici e parenti che vivono oltre il Canale della Manica.