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“A Napoli aggressioni ai medici in aumento. Pronto Soccorso ingolfati da accessi impropri”

Intervista a Manuel Ruggiero, presidente di “Nessuno Tocchi Ippocrate”, l’associazione in prima linea contro le violenze al personale sanitario.
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Intervista a Dott. Manuel Ruggiero
Medico 118, presidente "Nessuno Tocchi Ippocrate"
A cura di Nico Falco
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Manuel Ruggiero "Nessuno tocchi Ippocrate"
Manuel Ruggiero "Nessuno tocchi Ippocrate"

L'ultimo video è stato diffuso soltanto ieri: nelle immagini si vede la figlia di una paziente che aggredisce un medico geriatra dell'Asl. Scene accadute a Giugliano, in provincia di Napoli, nelle quali, probabilmente per la prima volta, non si vede soltanto l'esito ma anche il momento in cui la donna afferra la dottoressa. E che riportano ancora una volta l'attenzione sulle aggressioni al personale sanitario, sia durante gli interventi a domicilio sia in cliniche e ospedali, fenomeno che è il punto cardine delle denunce dell'associazione "Nessuno Tocchi Ippocrate", presieduta dal dottor Manuel Ruggiero, da anni medico del 118, prima sulle ambulanze dell'Asl Napoli 1 Centro e ora all'Asl Napoli 2.

Dottor Ruggiero, che tipo di scenario mostrano le denunce che arrivano alla vostra associazione?

Il trend è in netto e pericoloso aumento. I mezzi di prevenzione attuati dal Governo, come l'attivazione di drappelli di Polizia a macchia di leopardo nelle strutture sanitarie, non sono sufficienti a contrastare questo fenomeno.

Nel periodo subito successivo alla fase più grave della pandemia Covid c'è stata una maggior affluenza negli ospedali, dove è tornato anche chi in quel periodo aveva evitato le strutture per paura del contagio. Quali sono state le conseguenze?

Nel post-pandemico i Pronto Soccorso sono stati letteralmente presi d'assalto. Oggi l'utenza bypassa lo step con la medicina generale per ricorrere alle cure dei nostri ospedali di frontiera. Questo, naturalmente, crea un "overcrowding", un sovraffollamento che si rivela altamente lesivo perché influisce notevolmente sui tempi di attesa e, di conseguenza, sulla soddisfazione dell'utenza.

Quali sono i principali motivi delle aggressioni? Attese troppo lunghe per gli esami, per i referti?

Innanzitutto la carenza di personale, che è sotto organico e non può far fronte al numero di accessi al Pronto Soccorso, gonfiato anche da quelli impropri di chi va in ospedale per effettuare accertamenti diagnostici non necessari. A questo si unisce l'insoddisfazione generale dell'utenza.

La qualifica di pubblico ufficiale, che chiedete da tempo, potrebbe arginare le aggressioni?

Potrebbe fare sicuramente da deterrente e, soprattutto, permetterebbe la procedibilità d'ufficio, evitando ai colleghi aggrediti di esporsi in prima persona come devono invece fare adesso, dovendo sporgere querela di parte.

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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