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16 Luglio 2021
15:20

“A Napoli 667 morti per lo smog in un anno”: la mappa dei quartieri più inquinati

“A Napoli 667 persone in un anno perdono la vita per l’esposizione a concentrazioni di biossido di azoto (NO2) oltre la soglia di 20 μg/m3 indicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) a tutela della salute umana”. A denunciarlo i Cittadini per l’aria onlus in collaborazione con il Comitato Vivibilità Cittadina, che hanno raccolto dati nell’ambito della campagna di scienza partecipata “NO2 No Grazie”.
A cura di Pierluigi Frattasi
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Concentrazioni annuali NO2 per l’intera città (Cittadini per l’aria onlus–Comitato Vivibilità Cittadina)
Concentrazioni annuali NO2 per l’intera città (Cittadini per l’aria onlus–Comitato Vivibilità Cittadina)

“A Napoli 667 persone in un anno perdono la vita per l’esposizione a concentrazioni di biossido di azoto (NO2) oltre la soglia di 20 μg/m3 indicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) a tutela della salute umana”. A denunciarlo i Cittadini per l’aria onlus in collaborazione con il Comitato Vivibilità Cittadina, che hanno raccolto dati nell'ambito della campagna di scienza partecipata “NO2 No Grazie” elaborati dai ricercatori dell’Università Parthenope e del Dipartimento di Epidemiologia del Sistema Sanitario della Regione Lazio.

Lo studio

La prossima settimana, intanto, proprio a Napoli si terrà il G20 su Clima, Ambiente ed Energia, che affronterà tra i vari temi quello dello sviluppo sostenibile a livello ambientale. Ma come si arriva al risultato dei 667 morti all'anno per smog? “L’impatto terribile dell’inquinante sulla popolazione di Napoli – scrivono nel rapporto conclusivo – risulta dall’incrocio della mappa che mostra, ad una scala spaziale di 250×250 metri, la diffusione dell’NO2 elaborata grazie ad un modello di machine learning (Land Use Random Forest – LURF) e sviluppata grazie ai campionatori posizionati dai cittadini a febbraio 2020 – con gli open data di popolazione e mortalità del Comune. Il risultato finale è una mappa che rappresenta la diffusione dell’inquinante e, per l’effetto, l’impatto sanitario delle concentrazioni di NO2 rappresentativo di un anno-tipo per la città di Napoli”.

La mappa dello smog per quartiere

“La rappresentazione grafica della diffusione dell’NO2 – proseguono – evidenzia chiaramente che il traffico, e in particolare quello dei veicoli diesel ai quali sono prevalentemente riconducibili le emissioni di ossidi di azoto, è la maggior causa delle concentrazioni di NO2 a Napoli. I ricercatori hanno anche elaborato la cosiddetta esposizione media della popolazione che indica che essa è – mediamente – esposta a concentrazioni pari a 32,6 μg/m3, ben più elevate dunque della soglia di sicurezza oggi indicata dall’OMS”.

I dati raccolti dai cittadini sono stati rielaborati dal Comitato scientifico nella mappa che stima come il biossido di azoto colpisce la città e i suoi cittadini anche nei punti in cui le concentrazioni non sono state misurate. Il progetto di scienza partecipata “NO2 No Grazie” è stato inserito nel nuovo rapporto “Public awareness and efforts to improve air quality in Europe” dall’Agenzia Europea per l’Ambiente quale esempio virtuoso di azione della società civile per migliorare la qualità dell’aria.

Il monitoraggio dei cittadini ha impiegato, nel 2020, quasi 300 campionatori passivi nelle vie di Napoli, nella sua provincia e a Caserta. Grazie a questo sforzo, Cittadini per l’aria ha creato una prima mappa interattiva nella quale si può controllare via per via le misurazioni di NO2. I dati di concentrazione avevano già restituito una situazione drammatica: il 97% dei campionatori mostrava livelli di NO2 superiori al limite di 20 μg/m3 stabilito dall’OMS per la tutela della salute umana.

“La zona più inquinata è la Galleria Vittoria”

“Il dato più elevato in assoluto era stato registrato presso il tunnel della Vittoria, in pieno centro città, con 225 μg/m³. La nuova mappa dell’impatto sanitario dell’NO2 è un’ulteriore elaborazione della campagna di scienza partecipata svoltasi nel 2020 e permette di quantificare concretamente il danno alla salute dei cittadini. Una mappa resa fruibile grazie al contributo grafico dei Global Shapers – Milan Hub che lavora su “Dati Perbene”, progetto che supporta le organizzazioni no profit in progetti di data science e visualization.

La nuova mappa dell’impatto sanitario dell’NO2 è un’ulteriore elaborazione della campagna di scienza partecipata svoltasi nel 2020 e permette di quantificare concretamente il danno alla salute dei cittadini. Una mappa resa fruibile grazie al contributo grafico dei Global Shapers – Milan Hub che lavora su “Dati Perbene”, progetto che supporta le organizzazioni no profit in progetti di data science e visualization".

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