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A Confidential il pentito del clan Mazzarella racconta faide, minacce e la guerra eterna contro Alleanza di Secondigliano

Nella nuova puntata di “Confidential” su Youtube il pentito Mazzarella racconta la guerra tra clan, gli affari coi neomelodici e la morte di Annalisa Durante a Forcella.
A cura di Redazione Napoli
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Nella nuova puntata di Confidential, il programma d'inchiesta di Fanpage.it condotto da Francesco Piccinini, direttore editoriale di Deepinto, e fruibile su Youtube, si torna a parlare del clan Mazzarella, una delle organizzazioni più radicate e violente della camorra napoletana. Con lui in studio Tommaso Ricciardelli, fondatore di "Parliamo di Mafia", e Marta Casà Perricone, criminologa e dottoressa in scienze investigative conosciuta come "Mente Criminale".

Il clan è ancora una volta raccontato da Francesco Mazzarella, l'ex boss dell'omonimo gruppo criminale che svela i retroscena della guerra con l'altro storico cartello di camorra che domina Napoli: l'Alleanza di Secondigliano. In questo spaccato fatto di  agguati, traffici, faide interne e guerre sanguinarie tra clan contrapposti che  che hanno segnato il centro storico del capoluogo partenopeo c'è anche una pagina orribile della storia recente di Napoli: l'omicidio della giovanissima Annalisa Durante, vittima innocente di camorra, ammazzata ad appena 14 anni a Forcella. A scontrarsi erano due famiglie il cui nome ha terrorizzato generazioni di napoletani: Giuliano e Mazzarella.

Nella puntata si narra di Francesco Mazzarella che torna per la prima volta nella sua San Giovanni a Teduccio. Oggi è un collaboratore di giustizia. Ricciardelli racconta la visita nel feudo del clan, a San Giovanni a Teduccio: «Francesco è tornato lì dopo quattro anni. Tutti lo hanno riconosciuto, anche le sentinelle della camorra. Ci hanno seguito, ma non sono intervenute: non è più la camorra degli anni Ottanta». Il collaboratore di giustizia, ex boss del clan, ha rievocato in prima persona l'agguato in cui si salvò solo grazie a un cancello di ferro. Mostra i messaggi di minaccia ricevuti sui social: «Mi hanno scritto che non mi daranno pace, che mi spareranno in testa. Ma io la pace l’ho già trovata: sto in grazia di Dio e lavoro».

Marta Casà spiega la dinamica psicologica di chi nasce in ambienti criminali: «Chi cresce nella violenza la interiorizza. In famiglie dove si mangia camorra a colazione, pranzo e cena, la violenza diventa linguaggio e modello di comportamento». Poi il focus si sposta sui legami tra camorra e industria musicale. «Dietro molti cantanti neomelodici – rivela il pentito – c’è la spinta dei clan. Ti fanno fare carriera, ma poi vogliono la percentuale.  Genny Testa scrisse una canzone dedicata a mio zio boss, e io stesso ho pagato diversi artisti per esibirsi». Ricciardelli sulla stessa linea, spiega che la musica è «uno dei settori più redditizi per la camorra, utile a riciclare capitali illeciti e a costruire consenso sociale»:

La puntata entra anche nel rapporto tra la criminalità e Maradona, attraverso la figura storica di Luigi Giuliano, detto «’O Rre», boss di Forcella. «Maradona andava a casa sua per pippare – racconta il pentito – arrotolava la banconota e poi la buttava dal balcone. Sotto la gente la raccoglieva». Da quella stessa Forcella nacque in anni successivi, siamo al 2004, una delle pagine più tragiche della città: la morte di Annalisa Durante, 14 anni, uccisa da un proiettile vagante durante un conflitto a fuoco tra i clan Mazzarella e Giuliano.

La criminologa Casà rimarca: «Il posto sbagliato non dovrebbe mai essere casa tua. A Forcella la vita e la morte si confondono da troppo tempo. Con Annalisa è morta l’innocenza di un intero quartiere». La puntata prosegue con il racconto della lunga faida tra il clan Mazzarella e l'Alleanza di Secondigliano, che dagli anni '90 a oggi continua a segnare Napoli. «Non faranno mai pace. Faranno la guerra fino alla fine».

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