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A Calata Capodichino commemorazione di Lino Apicella, il poliziotto ucciso durante un inseguimento

Questa mattina si è tenuta la commemorazione per Pasquale Apicella, il poliziotto morto nel 2020, quando la volante venne travolta dall’auto di una banda di rapinatori in fuga.
A cura di Nico Falco
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Lino Apicella
Lino Apicella

La fuga dopo due tentati furti in banca, l'inseguimento, i rapinatori che scappano contromano, vedono arrivare una seconda automobile della Polizia e la colpiscono in un incidente frontale devastante: la tragica catena di eventi che, nella notte del 27 aprile 2020, aveva portato alla morte di Lino Apicella, 37 anni, poliziotto del commissariato di Secondigliano, intervenuto col collega (rimasto ferito) in supporto agli altri agenti impegnati nell'inseguimento.

A distanza di sei anni, come ogni anno, anche questa mattina si è tenuta la commemorazione in via Calata Capodichino, dove il punto di quel tragico scontro è ricordato con una targa. La cerimonia è stata organizzata dai familiari, dagli amici e dai colleghi del poliziotto ucciso, hanno preso parte anche numerosi cittadini; presente, in divisa, la moglie di Pasquale Apicella, Giuliana Ghidotti, che dopo la morte del marito è entrata in Polizia. Al termine della cerimonia, dopo l'apposizione di una corona di fiori e la benedizione di don Vincenzo Cozzolino, sono stati liberati palloncini bianchi.

Giuliana Ghidotti, la moglie di Lino Apicella, e don Vincenzo Cozzolino
Giuliana Ghidotti, la moglie di Lino Apicella, e don Vincenzo Cozzolino

"Questo è un giorno molto importante – ha detto il vice questore aggiunto Tommaso Pintauro, dirigente del commissariato Secondigliano – è la sintesi del nostro lavoro. Quel tragico evento ha lasciato il ricordo di un grande uomo, un grande poliziotto, che ha dato tutto al suo lavoro. È bellissima la presenza oggi dei cittadini, dei ragazzi della scuola Alfieri, delle istituzioni, delle associazioni, per ricordare e non dimenticare mai questi che spesso vengono chiamati eroi ma che sono solo persone che fanno il loro lavoro in maniera onesta".

Presente anche l'associazione antiracket e usura di Secondigliano della FAI intitolata a Nicola Barbato, anche lui poliziotto vittima del dovere, gravemente ferito durante una operazione antiracket nel 2015 e deceduto nel 2024. "Riteniamo fortemente importante proporre un modello di eroe positivo, qualcuno che per il forte senso del dovere mette in pericolo la propria vita per aiutare gli altri – ha detto il presidente, Paolo Serpico – è necessario, in un mondo dove si offrono solo modelli di sopraffazione e violenza, proporre un modello che, invece, non ha risparmiato nessuna energia per aiutare la comunità. Anche a costo della sua vita, con un grande sacrificio che ha chiesto a se stesso ma anche ai suoi familiari, perché ha reso orfani i figli e vedova la moglie".

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