Potrebbero essere le armi dei clan del Rione Traiano quelle ritrovate giovedì scorso in un insospettabile negozio di frutta di Bagnoli dai Carabinieri. È questa una delle ipotesi al vaglio degli investigatori, che non escludono però al momento, alcuna pista. Il blitz era scattato nel pomeriggio del 6 maggio, attorno alle ore 18, quando nel corso di un servizio mirato, i Carabinieri del Nucleo investigativo e della Compagnia di Napoli Bagnoli hanno ispezionato un negozio di frutta e verdura in via Miseno, nella parte bassa del quartiere, sospettato di essere un possibile nascondiglio di armi e droga. Nel deposito, la conferma di quanto era emerso dalle indagini: sono state trovate numerose armi, tra pistole, revolver e fucili. L’operazione dei militari dell’Arma ha condotto anche all’arresto di due persone: si tratta di Salvatore Vivenzio, di 41 anni, proprietario del negozio di frutta, e originario del Rione Traiano, e dello zio Antonio Esposito, 71enne, entrambi incensurati, che potranno adesso chiarire la propria posizione.

All’interno del negozio, i carabinieri hanno trovato 10 pistole, 6 kalashnikov, 5 pistole mitragliatrici, due giubbetti anti-proiettili, una bomba carta e diversi tipi di munizioni, nonché circa 13 chili di sostanze stupefacente tra hashish e marijuana. Nessuno dei due arrestati sembrerebbe avere legami con i clan della zona. Gli investigatori stanno sondando tutte le piste per cercare di ricostruire la provenienza delle armi e questo ha aperto nuovi scenari investigativi. Sono in corso indagini anche per capire se eventualmente siano state utilizzate in fatti criminosi. Il blitz, come anticipato da Fanpage.it, è scattato nell'ambito di controlli messi in campo dai carabinieri del Comando Provinciale di Napoli in tutta l'area Ovest dopo i recenti fatti di sangue che si sono verificati sul territorio, l'ultimo in ordine di tempo il ferimento di un uomo, colpito da un proiettile a una gamba nell'area mercatale Metastasio a Fuorigrotta.