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A Bagnoli l’arsenale da guerra della camorra: le armi nascoste nel negozio del fruttivendolo

Blitz dei carabinieri a Bagnoli, periferia occidentale di Napoli, dove i militari dell’Arma hanno trovato un vero e proprio arsenale riconducibile a uno dei clan della zona in un negozio di ortofrutta: pistole, mitragliatrici, kalashnikov, una bomba carta e giubbotti antiproiettili. Il proprietario e un altro uomo sono stati arrestati.
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A cura di Valerio Papadia
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Un vero e proprio arsenale da guerra, riconducibile a uno dei clan della zona, quello che i carabinieri hanno rinvenuto a Bagnoli, quartiere della periferia occidentale di Napoli: le armi erano occultate nel deposito di un negozio di ortofrutta ubicato nella popolosa zona.

Il blitz è scattato nell'ambito di controlli messi in campo dai carabinieri del Comando Provinciale di Napoli in tutta l'area Ovest dopo i recenti fatti di sangue che si sono verificati sul territorio, l'ultimo in ordine di tempo il ferimento di un uomo, colpito da un proiettile a una gamba nell'area mercatale Metastasio a Fuorigrotta. Nella fattispecie, durante le operazioni, che hanno portato i militari a perquisire diversi pregiudicati della zona, i carabinieri del Nucleo Investigativo e della compagnia di Napoli Bagnoli hanno fatto irruzione nel negozio del fruttivendolo.

Nel deposito dell'attività commerciale, come anticipato da Fanpage.it, i militari dell'Arma hanno scoperto l'arsenale: 10 pistole, 6 kalashnikov, 5 pistole mitragliatrici, due giubbotti antiproiettili, una bomba carta e diverse munizioni. Inoltre, nel negozio sono stati rinvenuti e sequestrati anche 13 chili di sostanza stupefacente, tra hashish e marijuana.

Il titolare dell'attività, un uomo di 41 anni, e un altro uomo che si trovava all'interno del negozio, un suo parente di 74 anni, sono stati arrestati: entrambi sono incensurati. Sono ora in corso rilievi tecnici sulle armi sequestrate, che saranno sottoposte poi anche ai rilievi balistici , per verificare un loro eventuale utilizzo nei recenti fatti di sangue che si sono verificati di recente nell'area occidentale del capoluogo campano.

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