"Monsanto è colpevole di violazioni dei diritti umani, crimini contro l’umanità ed ecocidio". E' quanto dichiara, in un parere legale emesso ieri, il cosiddetto Tribunale Monsanto, una corte informale presieduta da influenti personalità di organizzazioni impegnate nel campo del diritto internazionale che si riunisce periodicamente a l’Aia. Il "processo" alla multinazionale delle biotecnologie è nato da un'iniziativa della società civile che ha voluto fare luce sulle presunte violazioni della società, oggi fusa con Bayer. La corte, composta da sei membri, dopo aver sentito per anni numerose testimonianze ha offerto un parere legale basato sulle linee guida della Corte internazionale di giustizia delle Nazioni Unite.

La sentenza di "colpevolezza" emessa non ha alcun valore in termini legali: quello che si è pronunciato ieri era infatti un "tribunale d'opinione" presieduto da Françoise Tulkens, ex giudice della Corte europea dei diritti dell'uomo. L'obiettivo della Corte era quello di sensibilizzare l’opinione pubblica e il sistema mediatico sui presunti abusi della multinazionale delle biotecnologie.

Le accuse a Monsanto: ecocidio e crimini contro l'umanità

La Monsanto era accusata di crimini contro l'umanità e ecocidio per aver immesso nel mercato prodotti altamente tossici che avrebbero causato la morte di migliaia di persone, come ad esempio bifenili policlorurati (PCB), il glifosato e il cosiddetto "agente arancio", un erbicida spruzzato dagli aerei dell'aviazione degli Stati Uniti durante la guerra in Vietnam che ancora oggi – a oltre 40 anni di distanza – è considerato all'origine di gravi malformazioni e malattie negli abitanti di Vietnam e Cambogia.

I giudici: "Monsanto influenza la libera ricerca scientifica"

I giudici del Tribunale Monsanto Françoise Tulkens (Belgio), Steven Shrybman (Canada), Eleonora Lamm (Argentina), Jorge Fernández Souza (Messico) e Dior Fall Sow (Senegal) hanno espresso ieri il loro parere legale sostenendo che la multinazionale Monsanto ha "attuato pratiche che hanno influenzato negativamente il diritto a un ambiente sano, al cibo ella salute. Monsanto, inoltre, influenza negativamente la libera ricerca scientifica". Secondo i giudici, malgrado "l'impegno ad adottare strumenti per la tutela dell'ambiente, vi è un enorme divario tra le promesse fatte e la realtà". Secondo la Corte se il crimine di ecocidio venisse riconosciuto nel diritto internazionale, Monsanto "ne potrebbe essere colpevole".