Forse non è stato vittima di un omicidio Angelo Gabriele Scalea, la guardia giurata bolognese trovata morta nell'area di servizio della A1, nel tratto di Castelfranco Emilia, nel Modenese, la notte tra giovedì e venerdì scorsi. Ci sono nuovi sviluppi sul caso dell’uomo, di cinquantuno anni, che era stato trovato morto con una vistosa ferita alla testa. Probabilmente non è stata quella lesione a ucciderlo. Già era emerso, grazie a una tac, che Scalea non ha riportato fratture craniche, dai primi risultati dell'autopsia si evince che il decesso della guardia giurata sarebbe avvenuto a seguito di un arresto cardio-circolatorio. Tra l’altro la ferita alla testa sarebbe troppo superficiale per motivare la morte. A seguito di questi risultati prende dunque campo anche l'ipotesi di un malore tra quelle al vaglio degli inquirenti. Sul caso della morte di Angelo Gabriele Scalea indaga la squadra mobile di Modena. Il fascicolo resta per il momento ancora aperto per omicidio, fermo restando che secondo gli inquirenti in quell'area di sosta sull’autostrada A1 insieme a Scalea c'era qualcuno che poi si è allontanato facendo perdere le sue tracce.

Il corpo della guardia giurata trovato sull’asfalto da un camionista – Il corpo di Angelo Gabriele Scalea, nato in Svizzera e residente da qualche tempo a Bologna in un appartamento in periferia che divideva con due coinquilini, era stato trovato nella notte tra giovedì e venerdì sull'asfalto da un camionista che ha dato l'allarme. Gli inquirenti avevano immediatamente notato la ferita sulla testa dell'uomo, forse causata da una caduta dall'alto, ad esempio da una cabina di un mezzo pesante, e subito avevano parlato di omicidio, ipotesi che però dopo l’autopsia non sembra più l’unica da prendere in considerazione.