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Voghera, l'assessore leghista Massimo Adriatici spara e uccide un uomo
27 Luglio 2021
14:51

Voghera, l’avvocato della vittima: “Adriatici parlava con un testimone mentre Youns stava morendo”

Il video pubblicato da Lapresse in cui si vede l’assessore Adriatici parlare con un carabiniere e un testimone oculare dopo aver sparato a Youns El Boussettaoui è “di una gravità immensa”. Lo sostiene a Fanpage.it l’avvocato della vittima, Debora Piazza, dicendo che “in quel momento Adriatici era indagato per tentato omicidio perché il mio assistito emetteva ancora rantoli a pochi metri di distanza. Come è possibile che non sia stato allontanato dalla scena del delitto?”.
A cura di Filippo M. Capra
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L’assessore e la vittima
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Voghera, l'assessore leghista Massimo Adriatici spara e uccide un uomo

Perché all'assessore Massimo Adriatici è stato concesso di rimanere in possesso del suo cellulare e libero di parlare con un carabiniere e un testimone oculare subito dopo aver aperto il fuoco contro Youns El Boussettaoui che, nel frattempo, stava morendo a pochi metri di distanza? Perché le forze dell'ordine intervenute non l'hanno fatto allontanare dalla scena del delitto in un momento in cui, con Youns ancora in vita, era indagato per tentato omicidio?

Sono tanti, tantissimi, i dubbi che avvolgono la vicenda dell'omicidio di El Boussettaoui, spirato a 39 anni solo una settimana fa in piazza Meardi a Voghera, nel Pavese. Tra questi, anche quello relativo alla mancata chiamata da parte degli inquirenti ai famigliari dell'uomo prima dell'autopsia. Una mancanza inspiegabile a detta dell'avvocato di Youns Debora Piazza che, contattata da Fanpage.it, ha dichiarato: "Io lo difendevo da tempo, a ottobre avremmo avuto un'udienza perché imputato per spaccio. Lo conoscevano tutti, ci sono verbali di identificazione, dettagli sul domicilio, la mia nomina depositata in tutti i procedimenti penali per cui è stato imputato. Non riesco veramente a capire cosa sia successo e perché non abbiano avvisato i famigliari. Youns a Pavia era conosciuto da tutti".

Dottoressa, quanto è grave ciò che si vede nel video pubblicato da Lapresse?

Gravissimo. Le indagini le devono fare i carabinieri e devono essere il più obiettivi possibili. Dal video che ho visto un carabiniere parlava tranquillamente con l'indagato accusato in quel momento di tentato omicidio perché il mio assistito era ancora vivo. Si sentono i rantoli di Youns, come mi ha confermato anche la famiglia. E l'assessore cammina libero col telefono in mano nella piazza dove ha appena esploso un colpo di pistola contro un uomo. Io prima di essere avvocato sono un cittadino e questa è veramente un'immagine pessima.

Come avrebbe dovuto comportarsi il carabiniere?

Quantomeno l'indagato doveva essere messo da parte e allontanato dalla scena del delitto e fare in modo che non avesse nemmeno più l'uso del telefono. Invece si vede l'assessore Adriatici parlare con un testimone come se nulla fosse, come se fosse in un bar. Va avanti e indietro, parla col carabiniere, ma stiamo scherzando? Mentre Youns era sdraiato per terra che stava per morire!

Come agirete ora?

Caldeggeremo al pubblico ministero di fare un incidente probatorio.

Un testimone ha dichiarato che Adriatici avrebbe ucciso Youns a sangue freddo. Altri due hanno detto, al contrario, che la vittima avrebbe tentato una seconda aggressione. Nel video si sente Adriatici dire al testimone: "Hai visto che ha fatto per darmi un calcio in testa? L'importante è quello, che hai visto che stava dandomi un calcio in testa". Crede che possa essere stato influenzato dall'assessore?

Non lo posso escludere. Nessuna persona degna di normale intelligenza può escluderlo. Un indagato che parla con un testimone sulla scena del crimine, ma stiamo scherzando?

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