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Voghera, l'assessore leghista Massimo Adriatici spara e uccide un uomo
30 Luglio 2021
9:09

Voghera, Ilaria Cucchi alla sorella di Youns: “Sii forte, vai avanti fino a verità su sua morte”

“Nessuno più di me ti può capire. Ti dico di essere forte, di andare avanti dritta per la tua strada finché non sarà riconosciuta la verità sulla morte di tuo fratello. Mi piacerebbe dirti che la tua strada sarà facile, ma non sarà così. Sappi che non avrai neanche il tempo di piangere la morte di tuo fratello, perché dovrai lottare per lui come ho fatto io”, le parole che Ilaria Cucchi ha rivolto a Bahija El Boussettaoui, sorella di Youns, ucciso a Voghera da Massimo Adriatici.
A cura di Enrico Tata
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Bahija El Boussettaoui ha rivolto un appello a Ilaria Cucchi per chiederle aiuto in merito alla morte del fratello Youns, 39 anni, ucciso a Voghera dall'ex assessore alla Sicurezza, Massimo Adriatici. Ieri le due donne si sono incontrate nel corso della trasmissione ‘In Onda', condotta da Concita De Gregorio e David Parenzo su La 7. "Voglio darti un abbraccio e dirti che ti sono vicina. Nessuno più di me ti può capire. Ti dico di essere forte, di andare avanti dritta per la tua strada finché non sarà riconosciuta la verità sulla morte di tuo fratello. Mi piacerebbe dirti che la tua strada sarà facile, ma non sarà così. Devi essere preparata a tutto, sappi che non avrai neanche il tempo di piangere la morte di tuo fratello, perché dovrai lottare per lui come ho fatto io", le parole di Cucchi.

Ilaria Cucchi: "Ho rivisto me stessa 12 anni fa"

La sorella di Stefano era già intervenuta sulla vicenda di Voghera con un'intervista rilasciata a La Repubblica: "Il pensiero è tornato a me stessa, a 12 anni fa, quando ero sola, quando mi trovavo a sostenere una guerra nell'immaginario di tutti, prima ancora che nelle aule di tribunale. Penso a me quando mi trovavo a dire che mio fratello Stefano non era un santo né un eroe, ma che non doveva morire".  E ancora: "Questa vicenda mi ha particolarmente toccata, anche per le modalità in cui si è svolta. Fin da subito ho cercato di capire ma si fa davvero fatica ad immaginare che si possa uccidere una persona così. Sentiremo dire le più svariate cose sulla vittima, me le aspetto. L'operazione per infangarlo è già iniziata, ma mi piacerebbe ricordare a tutti che a prescindere da chi fosse, da quali fossero le sue scelte di vita, nessuno può annientare i diritti di un altro essere umano. È una cosa in cui credo fermamente e non lo dico solo per la mia vicenda personale, per mio fratello. Lo dico perché è una battaglia di civiltà, perché i diritti sono qualcosa su cui non si può scendere a compromessi. Soprattutto sui diritti degli ultimi perché sono i più indifesi. Io mi auguro che la magistratura non faccia sconti a nessuno".

Sempre sulle colonne de La Repubblica, la sorella di Youns aveva lanciato l'appello: "Farò come Ilaria Cucchi, mio fratello era fragile come lui. Spero di essere forte come lei, chiedo che mi aiuti. L'assassino è un uomo potente, io sono solo la sorella di un povero marocchino, ma non sono sola. Vedo che tanti italiani mi ascoltano".

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